Il Brescello ha scritto la storia del calcio dilettanstico
Tanti i protagonisti che hanno raccontato episodi, partite, promozioni sotto il segno di Romano Amadei
BRESCELLO. Quando Brescello, paese di 5000 abitanti, arrivò nel calcio che conta, fu un evento mediatico nazionale. Giocò nove stagioni tra i professionisti, sei in C2 e tre in C1, con la serie B persa al 94’ in un indimenticabile spareggio al Bentegodi di Verona contro il Cittadella.
Corsi e ricorsi storici sono stati rivissuti sabato alla presentazione del bel libro dell’amico e collega Giacomo Sironi che ha voluto degnamente onorare i 60 anni del Brescello (1954 – 2014) di cui una ventina (1981 – 2000) da autentico protagonista ai tempi della sponsorizzazione Immergas del patron Romano Amadei.
In un momento così celebrativo, non potevano mancare alla presentazione alcuni dei personaggi che hanno determinato il miracolo dei colori giallo-blu, due su tutti che lo stesso Amadei ha voluto pubblicamente ringraziare, Mauro Alberici, brescellese doc di provata fede calcistica e Doriano Tosi, storico braccio destro richiamato ancora in servizio per avviare il nuovo corso del Lentigione.
Romano Amadei, sempre ironico e trascinatore, ha voluto fortemente questo libro perché non si dimenticassero i miracoli e le imprese sportive avvenute in un piccolo e unico contesto di provincia, Giacomo Sironi, alla soglia degli 80 anni, ha reso possibile la realizzazione del libro con la passione e la verve che sempre l’ha contraddistinto.
A fare gli onori di casa il sindaco di Brescello Marcello Coffrini, presentatori del book i giornalisti Gianfranco Bellè e il guastallese Enrico Pirondini che ha sapientemente illustrato l’opera letteraria, collegandosi ai suoi trascorsi sportivi con la maglia del Fabbrico.
Tra i tanti ospiti spiccava l’ex presidente della Reggiana Gianfranco Morini, uno sportivo a tutto tondo a cui sono legati anche gli anni importanti del calcio a Reggiolo.
Quando si parla di Brescello è ovvio il collegamento e l’impegno profuso dalla famiglia Amadei, anche se la nuova società dopo anni di difficoltà sta tornando ai vertici e può finalmente immaginare un futuro da grande con un allenatore, Cesare Vitale, che è già stato protagonista in un altro periodo storico, in C1.
Alfredo Amadei ha voluto allargare l’orizzonte dei ringraziamenti, mettendo l’accento sull’apporto silenzioso e determinante dei tanti brescellesi vicini alle sorti calcistiche. “La storia del nostro corso è legata a eventi come promozioni e salvezze-dice-Questo miracolo è stato possibile grazie alla mobilità del paese, una giusta alchimia tra chi ha messo le risorse economiche e chi ha fornito risorse umane”.
Gabriele Torreggiani, vulcanico allenatore, ha gestito a lungo il ristorante dello stadio Morelli, promuovendo trasferte in pullman che spesso hanno rasentato l’eroismo. “impagabile quella a Torino sul campo della Juventus-ricorda ancora con un filo di orgoglio-, drammatica quella di Pisa quando si è rotto il motore e abbiamo usato dei cavalli per arrivare allo stadio”. Il mitico “Torre” ha dei tanti giocatori passati per Brescello una dedica speciale per Zampagna. “Per me è stato come un fratello, finita la cena sparecchiava e mi aiutava a pulire il ristorante. Poi ricordo con piacere Simone Inzaghi e Francesco Bertolotti per quel che gli è capitato”. Ennio Ruspaggiari, che gestisce un negozio a Castelnovo Sotto, è arrivato in pompa magna dal Reggiolo al Brescello nel 1985. “Amadei era così contento del mio acquisto che volle presentarmi con la nuova maglia dell’Immergas, come fossi una celebrità. Ricordo anche, mentre noi facevamo allenamento, quando il presidente montava i seggiolini allo stadio, una scena indimenticabile”. La star della giornata, ma anche della storia del Brescello è Mauro Alberici, 6 anni da giocatore capitano, 5 da allenatore, 6 da presidente. La sua proverbiale riservatezza la mette da parte per ricordare alcuni momenti in maglia giallo-blu.”Il momento top è arrivato con lo scontro salvezza con la Massese, la delusione più grande la retrocessione da allenatore nello spareggio con Aosta”. Non ha perso l’aria sbarazzina e la battuta Stefano Pompini, il bomber di una promozione dalla C2 (12 gol) e la salvezza in C1 ai playout nel drammatico spareggio con la Massese in casa. “Ricordo come fosse oggi che perdavamo 1 a 0, poi mi riuscì la rete del pareggio e Oldoni ci fece sognare realizzando il 2 a 1. Giocavamo a quei tempi con corazzate come Varese e Spal, in squadra c’erano giocatori del calibro di Bertolotti, Franzini, Tedeschi e Remondina”.
Della vecchia guardia un testimone è Otello Barbieri, 8 anni a Brescello con campionati vinti da giocatore in prima categoria e promozione e poi l’esperienza di allenatore in serie D. Con Barbieri militavano Bia, Alberini, Sassi, Palliotto, Marchisio e Alberici. William Punghellini è stato per 5 anni un dirigente della società. Fu lui a organizzare il derby al Mirabello con la Reggiana che portò allo stadio 8500 persone. Tra i protagonisti come non dimenticare Marco Montepietra, per 7 stagioni general manager.”Il Brescello fu la prima squadra professionistica ad avere la Nike come sponsor. Ricordo anche quando in C2 io e Tosi tagliavamo l’erba del campo a conferma di quello spirito che ha sempre caratterizzato il nostro club”.
Sulla scena per un giorno anche Romeo Azzali, campione di umanità, al Brescello dal 1992 al 2000 e poi di nuovo sulla panchina nel 2002, ai tempi di Ernesto Foglia. Fu lui a guidare la squadra nel drammatico spareggio con la Massese, una vittoria che resta una pietra miliare della storia dei 60 anni del club.
Doriano Tosi è stato con Romano Amadei l’ispiratore del Brescello dei miracoli.”Sono tante le emozioni che mi porto dentro, la doppia promozione dalla serie D alla C1, la sconfitta ad Aosta nello spareggio di C2, una promozione persa a tavolino in un sorteggio a tre con Castel San Pietro e Baracca Lugo. Per tutti noi il Brescello è stato una scuola di vita”.
In passerella anche Giorgio Galli oggi regista Sky, da sempre vicino alle sorti del sodalizio della bassa. Nei suoi storici filmati rivivono le imprese del Brescello dei miracoli.
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