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CALCIO LEGA PRO

La Reggiana fa di tutto per perdere

di Wainer Magnani
La Reggiana fa di tutto per perdere

Regala due gol, s’incarta nel possesso palla e sciupa tante occasioni, rigore compreso

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INVIATO A PIACENZA. E’ una brutta sconfitta e che fa riflettere quella rimediata dalla Reggiana al Garilli contro il Pro Piacenza. Ancora una volta i granata lasciano punti su un campo di una squadra in piena lotta per la retrocessione. E’ vero che il Pro Piacenza è ultimo ma solo per la penalizzazione, resta il netto divario tecnico. Ma è anche vero che è stata una partita stregata per i granata. La Reggiana avrebbe potuto giocare fino al tramonto senza mai trovare la via del gol. Lo conferma è arrivata prima dalla clamorosa traversa di Spanò e dal rigore fallito da Alessi, senza dimenticare le tante conclusioni di Giannone, Petkovic, Mignanelli e Ruopolo che hanno trovato Alfonso sempre pronto alla prodezza oppure la palla ha accarezzato i legni della porta.

Una partita segnata che non deve essere un alibi per la Reggiana perché la delusione è tanta.

Amarezza per come questa sconfitta è maturata: con il Pro Piacenza che ha ipotecato la vittoria nei primi dieci minuti della partita (gol di Alessandro su rigore al 4’pt e raddoppio didi Sall al 10’pt) il che significa che l’approccio alla partita non è stato proprio impeccabile. Il tutto senza trascurare che i due gol sono stati due autentici regali della difesa granata. Due reti che una squadra vera non se li può permettere. Il rigore è stato di un’ingenuità colossale da parte della coppia Sabotic-Mignanelli, mentre sul raddoppio tutta la retroguardia ha giocato alle “belle statuine”.

Una sconfitta meritata per i demeriti della Reggiana più che per ciò che ha fatto il Pro Piacenza perché stringi stringi la squadra di Arnaldo Franzini ha concluso due volte in porta (rete e parata di Feola) e ha sfruttato l’episodio del rigore. Poi per i restanti ottanta minuti ha pensato a difendere per poi cercare di ripartire in contropiede. E qui subentrano i demeriti dei granata che per tutto il primo tempo sono stati incapaci di mostrare quella concretezza necessaria per riaprire la partita e cercare nella ripresa il possibile pareggio. Si è giocato in una sola metà campo ma la Reggiana non ha mai dato l’impressione di poter rimettere in discussione il risultato.

E’ vero che il terreno di gioco pesante non ha facilitato i granata che prediligono il possesso palla ma è pur vero che la maturità di una squadra emerge quando capisce che occorre cambiare sinfonia. Portare palla o affidarsi ai fraseggi ha consentito al Pro Piacenza di difendersi senza difficoltà anche quando negli ultimi trenta minuti si è giocato a una sola porta. Lo stesso allenatore Colombo, che pure ha provato a cambiare musica con l’innesto di Petkovic in attacco, poteva trovare un’altra soluzione (4-2-3-1) ma è anche vero che quando il concerto inizia, è difficile cambiare lo spartito. Di sicuro ieri i granata non sono stati un’orchestra armoniosa ma hanno giocato solo da solisti. E questo fa rabbia.

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