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CALCIO LEGA PRO

Ferrara: «Non si possono prendere due gol nei primi 10 minuti»

di Wainer Magnani
Ferrara: «Non si possono prendere due gol nei primi 10 minuti»

Il digi della Reggiana è amareggiato e anche deluso: «Sfortunati ma su quel campo era impossibile giocare»

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REGGIO EMILIA. La Reggiana si lecca le ferite e guardando la classifica aumenta ancora di più il rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato.

Direttore Ferrara come si può spiegare la sconfitta di Piacenza?

«E’ anche difficile trovare una motivazione. E’ stata una partita particolare dove abbiamo commesso degli errori iniziali, così com’è vero che ci è girato tutto contro».

In effetti il Pro Piacenza è stata molto concreto.

«Con un mezzo tiro in porta hanno fatto due gol».

Però la Reggiana ha avuto ottanta minuti per recuperare il risultato.

«E’ vero ma non era nemmeno semplice su quel campo e per le caratteristiche della nostra squadra».

La Reggiana ha continuato a fare il suo calcio pur in condizioni difficili.

«Non abbiamo la fisicità di altre squadre, vedi l’Ascoli e su un campo pieno d’acqua abbiamo trovato maggiori difficoltà anche se non dimentico alcuni frangenti sfortunati, vedi la traversa di Spanò ma anche le prodezze del portiere».

L’inizio del match, però, non è stato da squadra vera, anzi da provinciale.

«Non ci possiamo permettere di regalare due gol. Si può fare un’ingenuità e concedere il rigore all’avversario ma poi occorre mantenere la partita aperta. Noi invece in dieci minuti ci siamo trovati sotto di due gol e il Pro Piacenza ha tirato a campare».

Se poi aggiungiamo che la Reggiana per segnare un gol deve creare almeno dieci occasioni...

«Siamo fatti così».

Qualcosa, però, si poteva cambiare?

«Si doveva ma non è semplice. Abbiamo anche provato a giocare ma penso che sia stato fatale l’approccio iniziale e il 2 a 0 in dici minuti. E’ vero che abbiamo avuto sei o sette occasioni nitide per cambiare la partita. Bastava rimanere sull’uno a zero e la partita la potevi riprendere».

Bastava riaprire la partita nel primo tempo.

«Devo dire la verità: ho pensato che se Ruopolo o Tremolada avessero segnato il 2 a 1 nella ripresa avremmo potuto vincere. Quei due gol iniziali ci hanno stroncato».

Si può dire che la Reggiana ha sottovalutato l’avversario?

«Se togliamo i primi dieci minuti, per il resto la squadra ha fatto ciò che poteva, con i limiti che abbiamo rimarcato».

Non è stata, però, la miglior Reggiana.

«Non capita spesso di vedere la nostra fascia sinistra (Mignanelli, Angiulili e Siega) in difficoltà».

Cosa insegna questa sconfitta?

«Che ci sono partite che possono nascere male ma occorre saper limitare i danni per poi rialzare la testa».

E’ però una Reggiana poco concreta.

«Noi siamo questi: una squadra che quando gioca male perde. Non sa vincere le partite giocando male. Se poi aggiungiamo le difficoltà del campo, il cerchio si chiude».

I tre punti lasciati a Piacenza sono pesanti?

«Non è compromesso niente. Ci sono risultati che esaltano le nostre vittorie, mi riferisco al pareggio del Pisa col Pontedera».

L’Ascoli ha il fiatone?

«Adesso inizia un periodo di scontri diretti ed è in questa fase che dobbiamo alzare il livello di attenzione».

Dopo il Santarcangelo inizieranno gli scontri diretti con il primo appuntamento lunedì sera a L’Aquila.

«Se devo dire la verità preferisco affrontare squadre come L’Aquila che giocano a viso aperto e non a pallonate. Contro questi avversari, ne sono certo, ce la possiamo giocare alla pari».

Una sconfitta che ridimensiona il sogno serie B della Reggiana?

«L’Ascoli ha qualcosa in più in termini di continuità e per il fatto che non sbaglia gli appuntamenti importanti. Ma complessivamente credo che le prime quattro squadre siano sullo stesso livello».

L’Aquila è fuori dalla lotta per le prime quattro piazze?

«Deve recuperare due partite e vediamo cosa riesce a fare. Può rientrare o rimanere fuori dal plotoncino di pretendenti».

Alla ripresa della preparazione parlerà alla squadra?

«Non lo so, voglio riflettere e vedere come reagirà la squadra ai primi allenamenti. Se hanno capito gli errori commessi avranno l’intelligenza di reagire nel modo giusto per prepararsi alla sfida con il Santarcangelo».

La classifica vede la Reggiana ancora nei play off ma i tre punti lasciati a Piacenza gridano vendetta.

«E’ vero, però nel corso della stagione mi pare che tutte abbiano perso punti per strada».

Servirebbe un bomber.

«Mi pare che siamo il terzo miglior attacco del girone perché in tanti vanno in gol».

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