Messetti, un giovane in vetrina con la Reggiana
«Ho giocato più in 2 mesi a Reggio che in sei a Cremona»
REGGIO EMILIA. Il ventenne Matteo Messetti, arrivato dal Chievo nel mercato di gennaio, si sta guadagnando la fiducia del tecnico Colombo tanto da essere sceso in campo in ben cinque delle sei gare .
A Piacenza si aspettava il debutto dal primo minuto?
«Sono stato provato spesso in settimana ma poi il tecnico ha scelto Tremolada: è lui che decide quindi me ne sto tranquillo poi quando mi ha gettato nella mischia credo di aver dato il mio contributo anche se la vittoria non è arrivata».
Contento del minutaggio?
«Ne ho già fatti di più a Reggio in due mesi che a Cremona in sei. Ma, ripeto, sono sempre a disposizione della squadra perché sono in granata per questo».
E' pentito di non essere venuto in estate?
«Come detto, la mia idea era venire a Reggio subito poi società e procuratore decisero per Cremona ma col senno di poi dovevo venire qua. Per il maggior spazio e per i risultati, se non altro, mi sto prendendo una bella rivincita».
Domenica ha trovato un guastafeste di nome Alfonso.
«Il portiere ha fatto un miracolo sul mio tiro ma in realtà è stata tutta una giornata storta perché con po' più di fortuna qualcosa si poteva portare a casa, invece abbiamo trovato sulla nostra strada un super portiere che ci ha parato di tutto e alla fine abbiamo dovuto accettare questa sconfitta».
Solo sfortuna?
«Se guardiamo le azioni, loro hanno fatto un mezzo tiro e vinto la gara: un rigore nato senza occasione da gol ed un rimpallo sul palo trasformato in rete. Noi forse siamo entrati un po' molli, magari con la testa altrove e su un campo del genere non era il caso ma questo non deve essere un alibi se vogliamo continuare a fare un grande campionato».
Almeno avrà gradito gli elogi di mister Indiani nel post Reggiana-Pontedera?
«Fa piacere se un avversario ha detto questo ma io resto concentrato sulla Reggiana».
Dove si trova a suo agio?
«Mezzala sinistra ci sono nato ma all'occorrenza posso fare anche l'ala».
Anche la prossima sfida è con una squadra poco blasonata: la preoccupa?
«Sta a noi essere bravi a non ripetere gli errori di domenica perché le insidie ci sono in ogni partite e le squadre immischiate nella lotta salvezza cercano sempre punti con chiunque mentre è più facile preparare uno scontro diretto perché gli stimoli non mancano mai».
Sarà fra i titolari?
«Le scelte le fa il mister, io sono sempre pronto».
Il tecnico aspettava il regalo di compleanno a Piacenza.
«Speriamo di farglielo lunedì anche se un po' in ritardo».
Il campionato è ancora aperto?
«Con una gara da recuperare siamo ancora lì, le altre non scappano poi ci sono tutti gli scontri diretti. Chiaro è che certe prestazioni non devono più capitare».
Cosa vede nel suo futuro?
«Un calciatore in carriera vorrebbe sempre vincere il più possibile ma tra i miei obiettivi c'è quello di indossare un giorno la maglia della squadra della mia città, Verona, e magari quella della Juve perché, tra l'altro, mi ispiro molto a Marchisio pur avendo caratteristiche leggermente diverse».
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