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L’ANALISI TECNICA

«Non possiamo cambiare pelle siamo nati per giocare a calcio»

«Non possiamo cambiare pelle siamo nati per giocare a calcio»

REGGIO EMILIA. Mister Colombo si può dire che la Reggiana ha fatto un passo indietro rispetto alla partita col Pontedera? «Diciamo che per dieci minuti ha fatto male ma per i restanti ottanta minuti...

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REGGIO EMILIA. Mister Colombo si può dire che la Reggiana ha fatto un passo indietro rispetto alla partita col Pontedera?

«Diciamo che per dieci minuti ha fatto male ma per i restanti ottanta minuti meglio».

Una squadra vera sa “leggere” e interpretare la partita, com’è stato col Pontedera.

«Ha inciso il due a zero in dieci minuti».

Non si poteva cambiare atteggiamento tattico?

«Ai ragazzi ho detto a fine primo tempo che una squadra intelligente si adatta alle situazioni ma capisco anche che non siamo portati per “buttare” la palla avanti e andare a prendere le ribattute. Il nostro calcio è fatto di fraseggio. Certo se non si può per le condizioni del terreno di gioco si potrebbe optare per la palla lunga e andare ad accorciare ma sono anche situazioni che si devono provare in allenamento».

E’ un discorso di coerenza?

«E’ logico che nel momento in cui chiedo a un centrocampista di abbassarsi per prendere palla, non posso poi pretendere una diversa interpretazione della manovra».

Petkovic non poteva essere sfruttato come prima punta?

«Petkovic non è ancora a perfetta conoscenza delle sue qualità fisiche mentre Ruopolo mi offre le necessarie garanzie nel gioco aereo e per questo avevo detto a Bruno di stare vicino a Ciccio per andare a prendere le spizzicate».

Così non è stato.

«E’ stato più vicino a chi aveva la palla anziché sfruttare i movimento di Ruopolo».

Giannone non era troppo lontano dalla porta?

«Giannone ama giocare palla al piede e ancora non ha i giusti collegamenti con i compagni: quando Siega si allargava doveva stringere al centro per andare alla conclusione».

Un movimento che il Pro Piacenza ha disinnescato.

«Avevo pensato anche di mettere Giannone a ridosso della prima punta sacrificando un terzino ma in questo caso avrei avuto tre difensori per un solo attaccante avversario. Ho così preferito mantenere i due esterni chiedendo a Mignanelli e Andreoni di spingere sulle fasce».

E’ pur vero che il Pro Piacenza ha vinto calciando due sole volte in porta mentre la Reggiana ha avuto non meno di dieci palle-gol.

«Avevo la percezione che da un momento all’altro potevamo trovare il gol per riaprire la partita. Psicologicamente sarebbe stato un colpo terribile per il Pro Piacenza. Per questo ho anche ritardato alcune sostituzioni ma per una traversa, le parate del portiere e il rigore mancato non abbiamo riaperto il match».

Meglio giocare con le prime della classe?

«Forse soffriamo meno a livello psicologico e anche tatticamente ci troviamo meglio con le squadre che ci affrontano a viso aperto».

Sono arrivate le scuse di Castellana?

«Sì, incidente chiuso. Mi ha dato più fastidio la foto col tabellone che mostrava il risultato. Ci vuole rispetto».

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