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il caso palabigi

«Restyling possibile grazie a una riduzione dei costi»

di Linda Pigozzi
«Restyling possibile grazie a una riduzione dei costi»

Luca Bosi, presidente di Sicrea, la coop che s’è proposta di rimodernare il Bigi: «Possiamo realizzare l’intervento in via Guasco restando sotto gli 8 milioni»

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REGGIO EMILIA. «Rimasto nei cassetti per tanto tempo, il progetto di dare a Reggio un palasport più ampio e più moderno s’era sempre incagliato allo stesso punto. Mi spiego: mai prima d’ora una società di costruzioni s’era messa in gioco per realizzare questo progetto. Noi, invece, siamo pronti a farlo».

Luca Bosi, presidente di Sicrea - la cooperativa nata dalle ceneri di Cmr e Orion - ha esposto le linee pricipali del piano economico finanziario relativo al restyling del Bigi nell’incontro di mercoledì pomeriggio in Comune e ora attende risposte da parte della Pallacanestro Reggiana e di altri soggetti che potrebbero essere coinvolti per costituire l’Ati, l’associazione temporanea d’impresa che andrà poi a presentare alla giunta il progetto preliminare.

Cosa vi ha convinto a farvi avanti?

«Reggio oggi ha l’esigenza di rinnovare profondamente il palasport ed è il bisogno di un’intera comunità, non solo di una società sportiva di altissimo livello come la Pallacanestro Reggiana. La città ha anche bisogno di uno spazio adeguato per eventi musicali e culturali. Partendo da questa esigenza, abbiamo visto nel progetto di restyling del Bigi, della vicina palazzina ex Omni e di parte di via Guasco una importante opportunità di lavoro».

Che ruolo volete disegnarvi?

«Sicrea come Pallacanestro Reggiana in questa partita ha due ruoli. Noi vogliamo essere all’interno della società di progetto non solo che ristrutturi il Bigi, l’ex Omni e la fetta di via Guasco, ma anche nella società che poi andrà a gestire l’impianto. Auspichiamo che promotrice con noi di tutto questo sia anche Pallacanestro Reggiana ».

E non solo.

«Certo. Il discorso è aperto anche ad altri soggetti. Sarebbe importante che entrasse anche una società organizzatrice d’eventi extrasportivi in modo da moltiplicare gli utilizzi dell’impianto di via Guasco. Cerchiamo soggetti in grado di portare la propria professionalità all’interno del nostro progetto». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.10946260:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2015/02/27/news/landi-vorrei-entrare-nel-progetto-1.10946260]]

La Pallacanestro Reggiana collabora da anni con Best Union, impresa bolognese che gestisce impianti ed eventi. Incontrerete i loro rappresentanti?

«A breve. Oltre che con loro vorremmo aprire il discorso anche con la società che attualmente gestisce il palasport (la Class Asd di Claudio Sarti, ndr). Noi puntiamo a costituire un’Ati con i soggetti che poi andranno a usufruire dell’impianto o ne cureranno la gestione».

Perché ritenete vincente questo progetto?

«I costi di realizzazione dell’opera previsti erano molto più alti ma noi, nei nostri studi in questa primissima fase, abbiamo fatto in modo che possano essere sostenibili. Siamo in grado di restare sui 7 milioni e mezzo-otto milioni di euro per l’intervento totale. In gioco ci sono soggetti importanti: Landi, il Comune e naturalmente noi. Per questo motivo siamo fiduciosi che gli istituti di credito, riconoscendo le credenzialità, arrivino a concederci tassi ragionevoli».

Ricorrerete anche ai fondi del credito sportivo?

«Per ora il nostro piano economico-finanziario tiene conto degli istituti bancari privati. Il credito sportivo può intervenire con tassi bassi e ciò rappresenterebbe un beneficio significativo. Le condizioni per rivolgerci al credito sportivo ci sono, valuteremo come procedere».

Il restyling del Bigi è un investimento importante per il territorio.

«Teniamo molto a questo progetto. Per Sicrea è vitale investire sul territorio in un progetto come questo che a noi naturalmente dà lavoro, restituisce al Comune un ruolo importante della città e regala al mondo dello sport e non solo una struttura adeguata a manifestazione di alto livello. Ci teniamo perché in questo modo sentiamo di dare qualcosa di importante al territorio».

Rilanciando nel contempo la cooperazione che, non è un segreto, ha passato momenti non propriamente positivi.

«Infatti. E’ importantissimo per noi essere in un’opera di rilancio della città in cui, passatemi il termine, “We win: vinciamo tutti”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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