Di Palma non convocato per i Mondiali di Torino
Ciro ammette: «Sono deluso anche per la mancanza di rispetto». Antonio Tallarita è stato inserito nell’elenco azzurro: «Voglio fare una bella gara»
REGGIO EMILIA. Dopo il meeting premondiale svolto presso il Ctr di Reggio Emilia lo scorso gennaio la Iuta (Federazione Italiana UltraTrail e Maratona) ha diramato le convocazioni per i mondiali di Torino dei prossimi 11-12 aprile.
La beffa. Per i reggiani papabili per l'ingresso nella lista dei 9 selezionati non sono mancate le sorprese. Antonio Tallarita, alla vigilia dei suoi 55 anni, indosserà la maglia azzurra per la quarta volta, come era prevedibile ed auspicabile. Non è andata bene, invece, al suo pupillo Ciro Di Palma, ma la mancata chiamata lascia un notevole strascico polemico per l'atleta e per il suo allenatore.
Di Palma, 46 anni, non prenderà nemmeno parte al raduno pre-mondiale che si svolgerà a Cantalupa (Torino) il prossimo week end. Eppure l'atleta della Atletica Reggio aveva tutte le carte in regola per entrare nella rosa dei 12 convocati al raduno: se si prendono in considerazione i 3 punti previsti nei "criteri di selezione" degli atleti di interesse nazionale dalla quale vengono selezionati i 9 atleti che fanno parte della squadra che rappresenterà l'Italia ai Campionati Europei e Mondiali, i 217,249 km percorsi da Di Palma in occasione della 24 ore di Torino del 12-13 aprile rappresentano ad oggi la sesta prestazione italiana del 2014 e la nona negli anni 2013 e 2014, e non sono meno i risultati ottenuti in gare similari quale 12 ore oppure 100 miglia.
Le reazioni. «Questa mancata convocazione, non soltanto nei 9 dei mondiali ma anche nei 12 del raduno del prossimo week end – rimarca Di Palma - è una delusione enorme, ma anche e soprattutto una mancanza di rispetto per il mio lavoro e per quello del gruppo che mi ha seguito. Ho capito che qualcosa stava iniziando a non girare bene quando ho visto che le date per la presentazione dei risultati sportivi ottenuti non veniva rispettata: segno che chi aveva interesse ad inserire nella lista qualcuno di particolare ha preferito calpestare il regolamento e permettere ad atleti di conseguire risultati anche oltre il tempo massimo che inizialmente era stato concesso».
In parole povere: da regolamento un atleta avrebbe avuto alcune gare particolari ed entro una precisa data avrebbe dovuto ottenere il proprio risultato ma questo, in corsa, è stato cambiato a discapito di chi si era duramente allenato e preparato proprio per stare entro i termini massimi.
L’inghippo. Più diretto l'allenatore di Di Palma Antonio Tallarita: «E' probabile che il segretario generale della Iuta e responsabile del settore tecnico, Stefano Scevaroli, a causa degli eccessivi impegni dovuti all'organizzazione dei Mondiali abbia delegato il tecnico della Nazionale della 24 ore Sergio Orsi a farsi carico della selezione e dell'organizzazione dei raduni pre-mondiali e che questo ultimo non si sia dimostrato all'altezza della situazione mettendo in evidenza oltre alla inesperienza tecnica una scarsa capacità comunicativa soprattutto sotto il profilo motivazionale. E’ anche probabile che Orsi abbia tenuto conto di altri parametri non presenti o velati nei criteri di selezione, ma questo va in contraddizione con la dichiarazione del numero uno della Fidal Alfio Giomi che, riferendosi a casi simili già accaduti dentro la Fidal aveva dichiarato: è giusto che le regole date vengano rispettate. La Fidal le rispetterà fino in fondo, perchè preferisco un ventesimo posto piuttosto che una medaglia che possa essere fatta escludendo qualcuno».
Per una federazione appena nata e in via di sviluppo sicuramente una pubblicità davvero poco edificante, oltretutto a pochi mesi di distanza dall'affaire Calcaterra/Di Cecco scatenata in occasione delle convocazioni per i mondiali della 100km; inoltre, una grave perdita anche in fatto di immagine e promozione sportiva, dal momento che per l'assoluta coerenza che gli è caratteristica Di Palma non appena appreso dell'esclusione ha rassegnato le proprie dimissioni da promoter Iuta: «Una decisione sofferta ma incline alla mia persona; non credendo più in certe persone e in alcuni valori che io stesso cercavo di promulgare, mi è sembrato il caso di fare un passo indietro».
Il ripescaggio. Analogamente anche Tallarita, coordinatore tecnico Iuta, ha rimesso nelle mani della propria coerenza la possibilità di occuparsi delle designazioni, per l'evidente confltto di interesse. Ora però l'amaro in bocca rimane ed è ancora più esasperato, anche alla luce dei mesi di lavoro svolti assieme a Di Palma: «Onestamente non credo e non sarebbe corretto pensare ad un'ipotesi di ripescaggio per Ciro, e sarebbe inopportuno ed insignificante sotto il profilo motivazionale. Piuttosto toccherà a lui, che prenderà parte ai campionati nella categoria Open, dimostrare che qualcuno ha sbagliato e che lui meritava essere presente. Adesso Ciro ha una carta in più da giocare, perchè avrà dalla sua la serenità di poter correre una gara snervante come la 24 ore consapevole di non aver nulla da perdere e nello stesso tempo di correrla con la rabbia di chi sa di essere migliori di alcuni dei convocati».
La gara. Conclude Di Palma: «Voglio andare a Torino per fare una bella gara, che possa mettere in difficoltà chi mi ha voluto escludere. Poi, una volta fatta la mia 24ore penserò al futuro. Non chiudo nessuna porta alla federazione e alla maglia azzurra, ma solo quando cambierà chi sta a capo di queste scelte potrò rivalutare un mio possibile ingresso sia nella Iuta che nella lista di atleti di interesse nazionale. Intanto, il mio compito sarà quello di mettere sul piatto della bilancia altri risultati ed altre prestazioni,magari su gare in linea e non su circuito come la Milano-Sanremo: per me parlano la strada e le mie suole consumate, la mia coscienza è pulita».
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