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Landi: «Vorrei entrare nel progetto»

di Linda Pigozzi
Landi: «Vorrei entrare nel progetto»

Il patron biancorosso Landi: «Ne discuteremo in società, ma la mia idea è far parte dell’Ati»

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REGGIO EMILIA. E’ a un bivio la Pallacanestro Reggiana che nell’immediato dovrà decidere se avere un ruolo nel restyling del palaBigi o, una volta terminati i lavori, limitarsi a prendere in affitto l’impianto di via Guasco a una cifra vicina ai 280mila euro annui, decisamente più elevata di quella versata attualmente.

«E’ certo che da parte di Sicrea ci siano le condizioni per aprire il cantiere in via Guasco - chiarisce il patron biancorosso Stefano Landi -. Ora la Pallacanestro Reggiana ha due opzioni: o restar fuori dal project financing e pagare alla società di gestione decisamente più elevato rispetto a quello che ora versiamo oppure partecipare al rischio d’impresa ed entrare nel project financing, pagando in ogni caso una cifra per l’affitto, ma potendo pensare di recuperare la spesa partecipando agli utili della gestione».

Su cosa è orientato?

«Non ne abbiamo ancora parlato in società. La mia idea è di entrare nell’Ati (l’associazione temporanea d’impresa, con Sicrea ed eventuali altri soggetti, che si farebbe promotrice del progetto, e prenderebbe poi in gestione l’impianto, ndr). Una scelta che sarebbe coerente con l’impegno che sin qui s’è presa la Pallacanestro Reggiana per arrivare alla realizzazione del progetto. Siamo consapevoli che dovremo fare sacrifici, ma in prospettiva possiamo pensare di aumentare i nostri introiti incassando i proventi di 5mila biglietti».

Quando affronterete il discorso in società?

«A brevissimo. Vogliamo approfondire nel dettaglio la questione prima di prendere una decisione».

Non sarà l’unico incontro in calendario nei prossimi giorni...

«L’ambizione è di arrivare a utilizzare l’impianto rinnovato per la stagione 2015/16. I lavori dureranno un anno e quindi i tempi non sono infiniti. Dobbiamo reincontrare i componenti del tavolo perché dobbiamo focalizzarci sui numeri previsti relativi alla gestione dell’impianto. L’idea è arrivare a un progetto che possa interessare anche altri soggetti e coinvolgerli nell’Ati».

Pensa a qualcuno in particolare?

«A un soggetto che possa portare al rinnovato Bigi eventi extrasportivi. Lavoriamo benissimo con Best Union ormai da molto tempo. Vogliamo coinvolgere loro o chi per loro».

Emigrare una stagione porterà a un momentaneo ridimensionamento delle ambizioni sportive?

«Dover spostarci per una stagione potrebbe implicare il non raggiungere i 3.500 abbonati che abbiamo registrato quest’anno. Naturalmente dovremo tenerne conto. Logico però che non abbiamo intenzione, come si suol dire, di dare un calcio al secchio con tutta l’acqua che c’è dentro, vista la fatica fatta per riempirlo. Il club dovrà fare uno sforzo e anche i tifosi dovranno fare un sacrificio. Speriamo che ci stiano vicino tutti anche se dovremo allontanarci da Reggio 20 o 40 chilometri».

Domenica vi seguiranno in tanti nella trasferta al Forum per il big match con l’EA7...

«Io purtroppo non ci sarò a causa di un impegno preso tempo fa. La squadra si presenta all’appuntamento in una condizione sfavorevole in quanto priva di Diener e Cervi, infortunati. Il reparto lunghi sarà in sofferenza senza Cervi, la cui mancanza è evidentemente importante. La cosa positiva è che vedremo finalmente fra i dieci Darjus Lavrinovic. Ora è importante non forzare la situazione per vedere tutti in campo con Avellino la domenica successiva».

Gli infortuni non vi hanno lasciato tregua questa stagione...

«Leggendo la situazione in positivo, le tante assenze per infortunio hanno consentito di dare minuti ai giovani. In più, alla luce degli infortuni, i risultati ottenuti hanno una valenza ancora maggiore».

Sabato sera dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano di Sassari si è però espresso con parole dure...

«Non avevo nascosto delusione che s’è poi attenuata vedendo il modo in cui Sassari ha rullato Milano in finale, così come aveva fatto con noi in semifinale. Vedendo la forza di Sassari con l’EA7, la mia amarezza s’è attenuata».

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