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Gentile teme la Grissin Bon «Sarà una gara tirata»

di Riccardo Bellelli
Gentile teme la Grissin Bon «Sarà una gara tirata»

Il talento della EA7 Milano è consapevole della forza della propria squadra «Ma domani affronteremo una tra le formazioni migliori di d’Italia»

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REGGIO EMILIA. E’ una trasferta da brivido quella che domani toccherà alla Grissin Bon che dopo aver provato in Coppa la forza d'urto di Sassari, una delle pretendenti allo scudetto, ora se la vedrà con l’EA7 Milano la strafavorita numero uno che in casa non ha ancora ceduto punti.

La squadra di Alessandro Gentile è reduce da una dura quanto vittoriosa trasferta di Eurolega ma la voglia di vincere e mantenere salda la leadership non mancherà.

Reggio che è stata l'ultima squadra a battervi in campionato. Sarà un condizionamento o una motivazione in più per vincere?

«La Grissin Bon ha dimostrato di essere una delle squadre migliori d'Italia. Mi aspetto che sia una partita molto tirata, molto bella e per me sarà un piacere ritrovare i miei compagni di nazionale».

Confrontando le due squadre, cosa vedremo in campo?

«Reggio punta molto sul nucleo italiano con stranieri di grande esperienza come Diener e Kaukenas. Fa della freschezza la sua forza. Noi punteremo sulla fisicità cercando di portarli più vicino possibile al canestro».

Come si entra in campo sapendo che gli altri giocheranno la gara della vita per battere la favorita?

«E' chiaro che abbiamo sempre il mirino degli avversari nella schiena. Quando firmi per un top team come Milano lo sai in partenza. Siamo la squadra che tutti vogliono battere, giocare a Milano ha i pro e i contro, penso che comunque chi viene da noi sa cosa lo aspetta».

In campionato ne perdete una ogni morte di papa. Come si evitano pericolosi cali di tensione?

«Da questo punto di vista l'Eurolega ci sta aiutando. Affrontiamo squadre di primo livello che purtroppo ci stanno battendo. Quando torniamo in campionato dobbiamo alzare il nostro livello per poi cercare di arrivare pronti. Abbiamo sempre una motivazione in più. Sappiamo che la stagione è lunga e qualche calo potrà esserci».

A Reggio ci sono diversi giovani interessanti. Lei pur giovanissimo è arrivato in Nazionale e ha conquistato la fascia di capitano dei campioni d'Italia. Cosa serve ad un ragazzo per fare il salto di qualità e diventare come lei?

«Ci vuole molta personalità, non è facile sopportare momenti duri, sopportare le situazioni quando hai un americano davanti che è più considerato di te, non è facile sopportare tante cose. In italia si tende un po' a trattare gli italiani peggio degli stranieri, non è bello da dire ma è quello che succede. Non è facile sopportare certe cose ma se si riesce a fare questo step, si può fare il salto di qualità. Poi ovviamente c'è l'aspetto tecnico, dove bisogna sempre migliorare ma ragazzi come Della Valle oppure Mussini sono sulla buona strada».

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