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«Porto con me in Brasile l’amore per la Reggiana»

di Wainer Magnani
«Porto con me in Brasile l’amore per la Reggiana»

Andrè Viapiana: «Per la maglia granata ho dato tutto me stesso, anzi di più Reggio mi ha ripagato con lo stesso affetto e mio figlio Filippo è un reggiano»

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REGGIO EMILIA. Andrè Fabiao Viapiana (questa è la dicitura giusta anche se per i tifosi è semplicemente Andrea) ha deciso di dare l’addio al calcio è di tornare a San Paolo, in Brasile. «Parto lunedì – rimarca l’ex centrocampista granata – torno a casa, in Brasile. Lascio definitivamente Reggio Emilia e l’Italia».

Basta col calcio?

«Sì, smetto. Basta, farò altro».

Si occuperà dell’allevamento dei pulcini?

«Questa è già un’attività avviata e che segue la mia famiglia. Ho altri progetti che ho curato in questi mesi e per questo torno a vivere a San Paolo».

Cosa si porterà in valigia della sua lunga esperienza in granata?

«Sono stati cinque anni meravigliosi vissuto con intensità, passione e affetto».

Cinque anni e 136 partite in granata.

«Mi ritengo fortunato di aver indossato la maglia della Reggiana e il granata lo poterò sempre nel cuore. In Italia ho giocato solo nella Reggiana, anche per mia scelta».

Ha più ricevuto o più dato alla Reggiana?

«Questo lo lascio dire ai tifosi, io so di avere dato tutto per la maglia, anzi forse qualcosa di più».

Si riferisce al fatto di aver giocato anche se infortunato?

«Per la causa sono sceso in campo con una ferita al piede che rischiava di compromettere l’articolazione, con una spalla lussata, con un menisco rotto. Per il bene della Reggiana ho dato tutto me stesso».

I reggiani l’hanno apprezzato.

«Ho avuto un rapporto splendido con i tifosi ma anche con la gente comune che non veniva allo stadio ma incontravo in città. A Reggio è nato mio figlio Filippo».

Un forte cordone ombelicale.

«Oggi torno in Brasile ma quando Filippo sarà grande e si sentirà reggiano, forse vorrà tornare a Reggio, chissà. Reggio, i reggiani e la Reggiana avranno sempre un posto nei miei ricordi e nel mio cuore».

Non le mancherà il calcio?

«Ho fatto venti anni da professionista, è logico che non li posso cancellare ma in questo momento voglio voltare pagina. Nei miei pensiero, ora, non c’è posto per il calcio».

E’ rimasto deluso?

«Sono consapevole che il calcio è cambiato, io penso in peggio perché certi valori non esistono più. Il rispetto, la fiducia, la serietà sono parole vuote. Anche per questo ho deciso di smettere».

Non ripeterà l’esperienza di commentatore televisivo?

«L’ho fatto per una televisione svizzera in occasione del Mondiale. E’ stata una cosa simpatica e piacevole ma ora non mi interessa».

Quale saluto vorrebbe rivolgere ai tifosi granata?

«Ne approfitto per salutarli con tutto il mio cuore e mi auguro che la Reggiana possa approdare in serie B e anche pensare alla massima serie perché la città se lo merita. Io tiferò sempre per la Reggiana e la seguirò da lontano».

E un consiglio?

«Occorre che tutti remino dalla stessa parte: società, squadra, tifosi e anche i giornalisti».

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