Il giovanissimo Tricolore ha già in mente il Pistoia
Il presidente Bonacini: «Con i toscani il match decisivo per la salvezza»
REGGIO EMILIA. Si avvicina la ripresa dell’attività agonistica per la Tricolore Hockey Prato, che sabato 14 marzo darà il via al girone di ritorno del campionato di A2 affrontando la Butterfly Roma in trasferta.
«Sarà un girone di ritorno molto delicato – avverte il presidente Marco Bonacini – anche per via di alcune partite che abbiamo letteralmente gettato al vento nel corso del girone di andata. Rispetto alla prima metà di stagione siamo riusciti a sistemare le posizioni di alcuni giocatori che per noi saranno molto importanti nei prossimi mesi e che, per questioni di diversa natura, non erano riusciti ad allenarsi con continuità nel corso del girone di andata».
«Recupereremo anche tutti i giocatori infortunati con l'eccezione del solo Coppelli che sta seguendo la riabilitazione a seguito della rottura e riscostruzione del legamento crociato anteriore».
Intanto, la squadra guidata da coach Filippo Boiardi già da diverse settimane è alle prese con la preparazione atletica: domenica affronterà in amichevole il Bologna, mentre la settimana successiva disputerà un'altra gara amichevole contro il Padova. Poi sarà ora di pensare alla salvezza e al girone di ritorno.
«La nostra partita decisiva ai fini della salvezza sarà quella contro il Pistoia che giocheremo in casa il 21 marzo: una vittoria contro i toscani ipotecherebbe seriamente la nostra salvezza, mentre in caso di sconfitta ci sarebbe da soffrire fino all'ultima giornata. Ma ogni partita sarà un fatto a sé, perché abbiamo visto che l'approccio mentale di un gruppo così giovane e inesperto come il nostro può cambiare radicalmente l'esito di una gara».
Reggio Emilia, infatti, vanta il roster più giovane dell'intero girone grazie alle belle promesse già affermate nel contesto della prima squadra Roberto Prandi e Matteo Ferretti, ai quali il presidente Bonacini spera di riuscire ad affiancare anche Andrea Delrio, rientrato da una vacanza studio all'estero di 6 mesi, e Mattia Piccinini, quarto lato del quadrilatero perfetto degli enfants prodige usciti dal vivaio della piccola ma vivace società tricolore.
«Anche se non siamo pienamente soddisfatti dei risultati ottenuti nel corso del girone di andata, rimane comunque la qualità del lavoro che tutta la società svolge, talvolta in condizioni proibitive anche per quello che riguarda i rapporti con le istutuzioni. Dobbiamo stabilizzare il nostro lavoro e la mentalità, perchè talvolta è evidente che anche se la squadra si dà molto da fare ci sono alcune carenze a livello di carattere e di testa».
«Quando abbiamo scelto, all'inizio dello scorso campionato, di non ingaggiare stranieri come succedeva nelle passate stagioni ma di fare affidamento soltanto sulle nostre energie e sui ragazzi del nostro settore giovanile, sapevamo che ci sarebbero state tante scosse di assestamento nel gioco e nello spogliatoio. Ora possiamo pensare di iniziare a raccogliere qualche frutto, soprattutto se saremo in grado di raggiungere la salvezza quanto prima per poter così giocare con la quella serenità che ci ha permesso, in passato, di mettere in difficoltà squadre ben più quotate di noi».
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