«La Reggiana è forte ma ci proveremo»
Lega Pro: mister Cuttone spende elogi per i giocatori granata ed esorta il suo Santarcangelo a non farsi intimidire
REGGIO EMILIA. Agatino Cuttone, il tecnico del Santarcangelo domani avversario dei granata, ritrova sulla sua strada la Reggiana dopo averla già fermata nella stagione scorsa alla guida del San Marino. Un pari esterno inatteso che segnò l'inizio del declino dell'era Battistini.
Bestia nera dei granata?
«Li ho affrontati diverse volte ma non ricordo i risultati, tantomeno il bilancio perché penso sempre alle partite successive. Vista la nostra situazione di classifica quel che conta ora non è il nome dell'avversaria ma fare punti».
L'anno scorso, il suo fu un positivo debutto sulla panchina del San Marino.
«Ricordo un 2-2 in casa nostra».
Una scommessa o i sentimenti l'hanno riportata a Santarcangelo?
«Una scommessa prima di tutto poi c'è l'affetto verso la società e la proprietà».
Reggiana-Santarcangelo è una gara da 1 fisso?
«Così potrebbe sembrare visto il loro valore tecnico ed il nostro momento di difficoltà ma si gioca sempre 11 contro 11 e si parte da 0-0. Se penso al loro organico con giocatori come Ruopolo, Giannone e Siega davanti; dietro Spanò e Sabotic; in mezzo hanno preso Vacca a gennaio e ci sono fuori Bruccini e Maltese per infortunio è tanta roba. Ah, dimenticavo Tremolada».
L'ha studiata negli ultimi tempi?
«Ho guardato le partite ed ero presente a San Marino ma quella non era una gara da prenderci appunti perché arrivava un gol dopo l'altro: tutta fuori dai canoni del calcio».
Quali i punti deboli della Reggiana e quali quelli che teme particolarmente?
«Punti deboli fatico a trovarli. Tra i punti forti ci sono Angiulli o Vacca a centrocampo e davanti quelli già nominati oltre al nuovo arrivato Petkovic: tutti hanno la caratteristica di saper sbloccare gli equilibri».
Spesso però stecca con squadre meno blasonate.
«Ha avuto alternanza di risultati ma poi tanti match-point per restare agganciata ai vertici. Nel complesso è costruita, come Ascoli e Pisa, per fare un campionato da primi posti».
Fuori Bruccini, Andreoni ed altri non al meglio: è un piccolo vantaggio per la sua squadra?
«Sono mancanze importanti ma i sostituti sono tutti di categoria, le alternative non le mancano».
La sua squadra invece sarà al gran completo?
«C'è qualche problemino ma ci siamo quasi tutti».
Dica la verità: firmerebbe per un pari?
«Aspetto le risposte del campo. Ne vorrei una dopo la prerstazione con il Tuttocuoio perché alla fine di una grande rincorsa, nella gara più importante, siamo caduti. Non so se considerarla una giornata poco felice dovuta all'influenza che aveva colpito tutta la rosa in settimana, oppure se è stato un peccato di presunzione dopo tante partite su buon livello. Voglio risposte su impegno e determinazione; è chiaro che contro c'è una grande squadra ma ci dovranno essere motivazioni in più».
Stadio da A e tifo molto caldo, in casa i granata sono un rullo compressore. Quanto può pesare su una squadra di una piccola realtà?
«La pressione c'è sempre e tutto dipende dai risultati: se sono buoni tutto è favorevole, se sono brutti si sentono i malumori. Cinquanta spettatori o cinquantamila non cambia , sono i punti a fare classifica».
E’ già tempo di bilanci?
«In teoria si fanno più avanti però una squadra come ad esempio il Pisa, dopo la sconfitta interna con l'Ascoli, dovrà prendere atto di aver deluso; ma io voglio pensare a noi che dopo le ultime gare abbiamo compromesso tutto».
Coi problemi di Parma a rischio fallimento e Modena per i risultati, può essere diventata Reggio l'isola felice del calcio nonostante la categoria inferiore?
«Nel calcio parlano i fatti e sono sempre gli uomini che compongono i vari staff e che prendono le decisioni ma non sempre quelle giuste».
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