Lazio travolgente lezione di calcio al “piccolo” Sassuolo
La formazione di Di Francesco ha pagato le tante assenze ma si è consegnata ancor prima di scendere in campo
REGGIO EMILIA. La Lazio di Pioli conquista la terza vittoria consecutiva e si piazza al quarto posto a prescindere dai risultati dei posticipi. Di pari il Sassuolo non vince da un mese ed è alla terza sconfitta consecutiva. Crisi? Forse no, perché la classifica non è ancora preoccupante ma Di Francesco ha pagato le troppe assenze e la necessità di mettere diversi uomini fuori ruolo (vedi Missoroli regista) e di ripescare giocatori come Bianco tornato titolare dopo un anno: una scelta che non si è rivelata felice. Ma è stato tutto il Sassuolo a consegnarsi a una Lazio che, viceversa, ha mostrato il piglio della squadra che merita l’attuale classifica. L’impressione è che il Sassuolo la partita l’ha persa ancora prima di scendere in campo tanto che per tutto il primo tempo si è rassegnato all’idea di subire la potenza organizzativa e tecnica della Lazio. Una sensazione di impotenza che a fine partita il tecnico Di Francesco ha ammesso. «Siamo in piena emergenza nel pacchetto arretrato, adattare i centrocampisti a fare i terzini o i terzini a fare i centrali modifica le dinamiche della squadra e ci costringe a cambiare atteggiamento. Non ci si inventa terzini in una settimana. Abbiamo avuto difficoltà a rimanere compatti in determinate fasi della gara».
In realtà il Sassuolo ha avuto una sola occasione per rimettere in equilibrio la partita ma il portiere Marchetti è stato prodigioso sulla conclusione a botta sicura di Zaza. Ma sarebbe stato un pareggio solo provvisorio, tanta e tale si è dimostrata la superiorità della Lazio. Anzi è andata bene al Sassuolo che l’arbitro non ha concesso un rigore per l’uscita di Consigli su Keita e poi Klose, appena entrato, ha fallito due gol in modo clamoroso prima di trovare la rete del raddoppio in una prateria.
Troppo forte la Lazio per questo “piccolo” Sassuolo anche se sono più i meriti dei laziali che forse i demeriti dei neroverdi. La squadra di Pioli ha giocato un primo tempo da grande squadra, prendendo letteralmente possesso del centrocampo, nonostante il Sassuolo ha provato anche a mettersi a cinque in mezzo. Ha avuto tantissime occasioni da gol, pur schierando uno straordinario Amauri (uscito tra i fischi) come finto centravanti. Ci ha pensato Anderson a portare in vantaggio la Lazio con un gol da applausi: conclusione dal limite nell’angolino alto. Splendida perla.
Il Sassuolo aveva impostato la partita puntando su difesa e ripartenza ma non ci è mai riuscito in virtù del pressing alto dei centrocampisti laziali che non solo sono splendidi palleggiatori ma anche agguerriti nel recupero della palla. Il tutto senza dimenticare la velocità di un Anderson che a Longhi sembrava un marziano sceso al Mapei Stadium.
In poche parole la Lazio ha dato una lezione di calcio a un Sassuolo che si è consegnato ancora prima di giocare.
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