«Mi spiace per questa figuraccia smarrita la nostra vera identità»
L’imbarazzo di Menetti davanti alla sconfitta-record che “offusca” il -37 con Varese di 20 anni fa Il coach: «Mi aspettavo più cattiveria in campo, invece siamo stati travolti dalla valanga milanese»
MILANO. Max Menetti dopo la sconfitta più pesante nella storia della Pallacanestro Reggiana – che ha “offuscato” il record negativo del -37 di Cagiva Varese-MetaSystem 118-81 della stagione 1994/95 – preferisce non esporsi troppo nei giudizi.
Di sicuro è il primo a provare imbarazzo per la prestazione dei suoi: «E' difficile commentare una partita del genere. Dispiace a me e a tutto lo staff. Quando la differenza è così tanta non ha senso parlare degli assenti. Nelle ultime due partite di campionato abbiamo smarrito la nostra identità».
Cosa non ha funzionato?
«Difficile fare analisi a caldo dopo una figura del genere. Meglio riflettere e ne parlerò con la squadra cercando di analizzare il momento. Nel nostro Dna abbiamo certe caratteristiche che non sono sufficienti nel momento in cui affrontiamo certi avversari».
E' più arrabbiato o deluso?
«Entrambe le cose. Arrabbiato perché una prestazione del genere ti fa cancellare anche quello di buono fatto negli ultimi tempi. Prima di Pesaro venivamo da una bella striscia vincente. Deluso perché nonostante le difficoltà non volevo fare una figura così».
Come mai non c'è mai stata partita?
«Ci è arrivata subito addosso la valanga milanese che ci ha travolto e tutto è stato più difficile. Se non si parte con il ritmo giusto in queste gare poi si rischia di finire impallinati come è successo. Mi aspettavo di vederla giocare con più cattiveria anche quando si era capito che la partita sarebbe finita male».
I meriti di Milano?
«Milano ha dimostrato tutto il potenziale anche se davanti ha trovato terreno facile».
Diener e Cervi saranno in campo domenica prossima?
«Penso proprio di sì. Conto di recuperare entrambi».
Come sta Lavrinovic?
«Mi dispiace che abbia esordito in una patita così. Per noi è un giocatore importantissimo. L'ho dovuto utilizzare almeno 5 minuti in più rispetto al minutaggio che attualmente ha nelle gambe».
Teme che questa sconfitta lascerà strascichi?
«Non deve lasciarne. Dopo uno schiaffone così bisogna reagire e guardare avanti. L'importante è che capiamo dove sono i problemi e impariamo la lezione. Adesso torniamo in palestra e prepariamoci per la sfida contro Avellino. Dobbiamo vincerla e riprendere la nostra strada».
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