Milano umilia la Grissin Bon
Da salvare c’è solo il debutto di Lavrinovic, gli Arsan abbandonano il Forum per protesta
INVIATA A MILANO. Presa violentemente a calci dalle scarpette rosse, la Grissin Bon esce dal Forum a testa bassa e con la coda fra le gambe. Troppo forti i fisicati milanesi dell'EA7 per un'avversaria che si presenta all'appuntamento senza gli infortunati Diener e Cervi, ma soprattutto senza il coraggio di provarci. Assolutamente inaccettabile l'atteggiamento tenuto in campo dai reggiani, remissivi all'inverosimile e demotivati al punto da non tentare neanche una minima reazione d’orgoglio. Non c'è nulla, nella triste serata milanese. Nulla di nulla. Neppure un briciolo di dignità. In più, l’asfaltata al Forum unita ai concomitanti successi di Sassari e Venezia, fa precipitare dalla seconda alla quarta posizione della graduatoria i reggiani che s’erano giocati il “bonus” perdendo pure a Pesaro.
L’autogol lo fa pure Mamma Rai che, dopo aver spostato di 5' l'inizio della sfida che, non dimentichiamo, alla palla a due vedeva pur sempre di fronte la prima e la seconda della classifica, fa partire la diretta soltanto dall'inizio del terzo quarto per trasmettere integralmente la finale di Coppa Italia di calcio a 5, finita ai soltanto ai tempi supplementari.Un autogol che ha scatenato polemiche a go go sino a notte fonda sui social .
Senza Diener e soprattutto senza Cervi, entrambi recuperabili per la prossima sfida interna con Avellino, il tecnico Max Menetti si trova con scelte obbligate.
In quintetto trovano quindi posto Cinciarini, Della Valle, Silins, Polonara e Pini.
Regge davvero poco la Grissin Bon che pure, dopo 2' si trova avanti (4-7) grazie a Polonara, alla tripla Della Valle e al centro di Pini.
Hackett innesca però il turbo e suona la carica per i suoi.
Al 4', unica vera nota positiva di una serata da dimenticare, l'esordio in maglia biancorossa di Darjus Lavrinovic. Atteso da ottobre, il centrone lituano ha dovuto aspettare il primo giorno di marzo per calcare il parquet a causa del doppio intervento chirurgico (prima la ricostruzione del legamento della mano sinistra e quindi la rimozione di un’ernia alla schiena). Chiaramente ben lontano dalla condizione migliore, "Big Darjus" è l’unico giustificato nella debacle nel mega impianto dio Assago, visto che così può poco o nulla davanti all'esplosività atletica dei pariruolo avversari.
Con Lavrinovic in campo, alla metà del quarto Reggio osserva i milanesi griffati Armani mettere insieme il primo deciso break.
Al 7' Milano veleggia in scioltezza sul +11, complice un attacco che funziona a perfezione contro la zona reggiana, tanto alla fine dei primi 10’ da tre i meneghini viaggiano con l’eloquente percentuale dell’80%.
Sul finale del quarto arriva l'imbarcata con il colosso Samardo Samuels che insacca il canestro del +14 (30-14).
Pur cambiando le (poche) carte a sua disposizione - ci sono minuti per i giovani Mussini e Pechacek - Milano continua inarrestabile nella sua corsa. Il -20 reggiano (41-21) si registra mestamente già al 3'. E non si ferma l'EA7 che doppia gli inerti avversari ben prima della volata finale del quarto sul 57-26.
La mattanza prosegue anche nella ripresa. Alla metà del terzo periodo di gioco Milano - con un Kleiza che fa sempre ciò che vuole - ha già toccato i 76 punti e Reggio piange lacrime amare sul - 42. Neppure finisce lì. Il baratro pare infatti senza fine.
La difesa di burro dei biancorossi di Max Menetti lascia i padroni di casa salire sino a quota 93 alla fine del quarto, con Linas Kleiza che si va a sedere in panca per un riposino acclamato come un eroe con un meritato trentello in tasca.
Con la Grissin Bon che continua a non dar segni di vita pure negli ultimi 10’ di sofferenza, la curva degli Arsan - arrivati al Forum in un centinaio - si svuota quasi completamente già al 3', mentre il resto dei tifosi reggiani resta in attonito silenzio davanti al punteggio dei padroni di casa che sale sino al 118-68 con cui si chiude la gara.
Protesta giustificatissima, perché si può perdere in mille modi, ma certamenon così.
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