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BASKET SERIE A

«Chi non si impegna può andarsene»

di Daniele Valisena
«Chi non si impegna può andarsene»

Paterlini infuriato per i cinquanta punti di scarto incassati dalla Grissin Bon a Milano, ieri i giocatori a rapporto

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REGGIO EMILIA. «Chiedo scusa a tutti i tifosi. Non è questa la squadra che abbiamo costruito. Abbiamo parlato chiaro ai giocatori: chi non dimostrerà il giusto impegno è libero di andarsene».

Parole dure quelle del presidente Ivan Paterlini che vanno dritte al punto: dov'è finita la Grissin Bon? Quindici partite or sono i biancorossi, senza Diener e Silins e con Ksystof al posto di Darjus, superavano Milano e confermavano sul campo la liceità delle loro ambizioni di candidati alla finale; un giro di ruota più tardi, senza Diener e Cervi è arrivata la sconfitta più tremenda della storia della Pallacanestro Reggiana, l'ottava peggiore di sempre in serie A. Sconfitta che fa cadere la Grissin Bon dal secondo al quarto posto e soprattutto porta la squadra a un passo da un crisi che da Pesaro in poi è tecnica e psicologica ancor più che di risultati.

Rabbia e incredulità. «Sarà che questa è la stagione dei record, ma avremmo fatto anche senza una sconfitta di cinquanta punti. Questa non è la squadra che vogliamo. Non è quella che abbiamo visto fino a 15 giorni fa ed ora non c'è più. Bisogna cambiare marcia: chi nelle prossime gare non dimostrerà di mettere in campo il giusto impegno può anche andarsene».

Battuti in partenza. Quello che non va giù a dirigenza e tifosi, ancor più che l'umiliazione sportiva, è l'atteggiamento di assoluta passività con cui la maggior parte dei giocatori ha subito la sfuriata di una motivatissima Milano. «In campo già battuti? Probabilmente sì. Eravamo partiti in maniera positiva, mettendo anche la testa avanti nei primi minuti, ma al primo allungo di Milano ci siamo persi. Non ho visto alcun tentativo di reagire, la volontà di metterci almeno energia, di mostrare carattere con qualche fallo in più. Va bene perdere, ma non così».

La mancata diretta. «Spero che la Rai paghi profumatamente i diritti alla Legabasket, perché è veramente assurdo che una sfida tra la prima e la seconda in classifica, che avrebbe dovuto essere trasmessa in diretta, sia stata mandata a partire dall'intervallo. Tornando a noi, non riusciamo a capire come una squadra che per due terzi della stagione aveva mostrato carattere e grinta sia sparita in 15 giorni. Siamo allibiti e le assenze non bastano a giustificare una gara così».

In castigo. Ieri mattina alla squadra è sta chiamata a rapporto ed a rivedere il filmato del la gara, nel corso del quale l'amministratore delegato Alessandro Dalla Salda ha parlato ai giocatori. Oggi è previsto un secondo incontro, cui dovrebbe partecipare anche Paterlini, vedrà la dirigenza discutere con lo staff tecnico. Al momento non sono previsti interventi, né sul mercato, né per quanto riguarda lo staff. Nessuna testa sotto la ghigliottina dunque e panchina di Menetti non in discussione: «Serve però una reazione nelle prossime partite. Chi non dimostrerà il giusto impegno se ne può anche andare».

Le scuse ai tifosi. Il presidente chiude rivolgendosi ai sostenitori reggiani. "Chiedo scusa a tutti i nostri tifosi. Non è da noi giocare così, non è la squadra che abbiamo costruito e non è la squadra che vogliamo vedere nelle prossime partite».

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