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«Dobbiamo dare subito un segnale importante»

di Linda Pigozzi
«Dobbiamo dare subito un segnale importante»

Cinciarini: «Non bastano le scuse per quello che abbiamo fatto a Milano»

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REGGIO EMILIA. «Non bastano le scuse per quella che è stata la gara di più brutta da quando sono a Reggio».

Fermo sino a domani per una lieve infiammazione al tendine peroneo di una caviglia, il capitano della Grissin Bon Andrea Cinciarini assicura che sarà in campo domenica con Avellino. «E già lì - sottolinea deciso - vogliamo dare un segnale importante a tutti dopo la debacle con Milano».

Cosa vi è successo domenica sera al Forum?

«Ciò che è accaduto con Milano è solo la punta di un mese in cui non abbiamo mai fatto vedere voglia di vincere. Già da oggi deve arrivare un segnale. Dobbiamo lavorare e far parlare i fatti. Con Avellino dobbiamo far vedere che siamo una squadra che lotta sempre, che non si disunisce nei momenti di difficili. Che sa reagire quando subisce un break. Purtroppo era successo già con Varese che ci trovassimo sul +20 e li lasciassimo poi arrivare fino al -2 in pochi minuti. Non possiamo giocare solo a tratti».

S’è rotto qualcosa all’interno del gruppo?

«Se questo significa che ci sono liti interne, posso garantire che non ci sono. Lo spogliatoio non è spaccato, non c’è nessuno che sia contro un altro. Purtroppo da quando sono tornati tutti dagli infortuni, da circa un mese a questa parte, abbiamo iniziato a faticare. Prima eravamo in sette e chi c’era sapeva di dover fare qualcosa in più in campo per sopperire alle assenze. Con questo assetto non abbiamo trovato le giuste gerarchie e non riusciamo ancora a trovarle. E’ tutto un rincorrersi che non sta portando nulla di buono».

Questo periodo è però stato caratterizzato anche da vittorie...

«Sono arrivate magari perché ci siamo accesi in 5’ e siamo riusciti a vincere. La verità è che oggi non riusciamo a tenere il ritmo per 40’. In questo girone di ritorno stiamo andando ad alti e bassi e non è accettabile. Sono arrivate sconfitte come a Pesaro, con Sassari in Coppa Italia e domenica sera a Milano che ci hanno fatto comprendere che per arrivare al top è necessario essere più duri, più intensi in ogni allenamento per essere pronti, veramente pronti, la domenica».

Il lavoro è l’unica strada per uscire dall’impasse?

«Ci siamo confrontati a lungo dopo la debacle di Milano. Cosa ci siamo detti non mi sento di ripeterlo, perché sono cose che è giusto che rimangano fra di noi. Ognuno di noi deve capire che deve lottare al massimo per centrare l’obiettivo di entrare nelle prime quattro e anche arrivare a riprenderci la seconda posizione che è lontana solo due punti. Ognuno di noi deve capire che per raggiungere il risultato tutto è importante. Ogni palla, ogni azione, ogni quarto è importante. Abbiamo fallito la qualificazione alla seconda fase d’Eurocup, abbiamo fallito la qualificazione alla finale di Coppa Italia, ora non possiamo più fallire. Arrivare fra le prime quattro deve essere il nostro sogno più grande. Il pensiero fisso con cui ci dobbiamo allenare ogni giorno e con cui dobbiamo scendere in campo ogni domenica».

Intanto domenica vi si presenta l’ostacolo Avellino da superare.

«Dobbiamo dare un segnale già contro Avellino. Dobbiamo giocare ogni gara come se fosse l’ultima. Non c’è più tanto tempo. Sono già andate venti giornate e ne mancano dieci alla fine della regular season».

Domenica sera i tifosi hanno abbandonato il Forum nell’ultimo quarto per protesta. Vuol dire loro qualcosa?

«Ogni parola in più rispetto a quanto detto sarebbe sbagliata. Le parole, le scuse non sono sufficienti. I nostri tifosi erano arrivati in tanti a sostenerci e hanno assistito a una sconfitta apocalittica che ci rimarrà dentro e che brucia a tutti: a noi, a loro, al club. Spero che domenica con Avellino saranno al nostro fianco. Starà a noi farli rinnamorare. Ora tocca a noi, non ai tifosi».

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