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la lettera

«Servirebbe più coraggio nella scelta degli stranieri»

Riceviamo e pubblichiamo: Al di là di impegno/non impegno, la squadra gioca senza post basso (scarichi, incroci...) e non crea spazio a Diener per tirare coi piedi a terra (blocchi, ecc). Per di più...

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Riceviamo e pubblichiamo:

Al di là di impegno/non impegno, la squadra gioca senza post basso (scarichi, incroci...) e non crea spazio a Diener per tirare coi piedi a terra (blocchi, ecc). Per di più la Pallacanestro Reggiana, ed è già successo in passato, non applica nell'acquisto di stranieri lo stesso coraggio che usa coi giovani del vivaio; preferisce affidarsi a giocatori anziani che si “rompono” facilmente.

Tullio Masoni, tifoso e abbonato da anni.

D’accordissimo sul fatto che Drake Diener, forse il miglior tiratore del campionato italiano, non sia fatto rendere come potrebbe, dissento invece sulla questione stranieri. Andiamo con ordine, però.

Sulla totale mancanza di gioco in post, s’è già scritto e riscritto già ai tempi della prematura uscita di scena dall’Eurocup. Mesi dopo non posso far altro che ribadire il concetto, sottolineando come non poter, ad esempio, giocare l’uno contro uno in post basso sia uno dei limiti più evidenti di questa squadra. Limite che, mia impressione, non si sia neppure realmente cercato di superare.

Sull’utilizzo di Diener la questione è complessa. A Diener, nei piani tecnici estivi, è stato assegnato un ruolo comunque differente rispetto a quello che aveva le scorse stagioni in maglia Dinamo. A Reggio, “ManDrake” è chiamato anche a sostituire il play titolare e non per un minutino a gara. Che poi a me - e pure ad altri, mi viene detto - pianga il cuore ogni volta che vedo un tiratore potenzialmente devastante come lui partire in palleggio e chiamar schema, conta niente. Ma conta e pesa parecchio, come sottolinea lei, che non esistano soluzioni per metterlo nelle migliori condizioni di sfoderare il suo tiro devastante quando il play non lo fa. A memoria, in effetti, non ricordo un solo blocco fatto per consentire a Diener di tirare.

Relativamente al discorso stranieri e infortuni, vorrei solo sottolineare che né Diener, né Kaukenas, né Lavrinovic hanno accusato guai fisici legati in qualche modo all’età non più verdissima. Il problema muscolare che ha tenuto fuori Diener, per dire, è del tutto simile a quello che ha messo ko il ben più giovane Silins. Al massimo per i veterani si allunga il recupero. Il fatto poi che storicamente a Reggio non si rischi sugli stranieri scegliendo l’ “usato sicuro” è forse il miglior modo per far crescere i giovani su cui, vera peculiarità del club, da sempre si decide di scommettere. Sono convinta che se Cervi avesse potuto allenarsi quotidianamente con Darjus Lavrinovic in questi sei mesi probabilmente ne avrebbe tratto grande giovamento il suo processo di crescita. In più ancora non dimentico il grande “rischio” che si prese la società, una vita fa, quando comprò un certo Mike Mitchell che in tantissimi davano già per finito.(l.p.)

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