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Parma, Ghirardi indagato per bancarotta fraudolenta

Parma, Ghirardi indagato per bancarotta fraudolenta

Dovrebbe essere sentito nei prossimi giorni, è stato il presidente del club per otto anni

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PARMA. Tommaso Ghirardi, che è stato presidente del Parma per quasi otto anni, risulta iscritto nel registro degli indagati per bancarotta fraudolenta, nell'ambito dell'inchiesta della Procura parmigiana, sul dissesto della società gialloblu. Lo riportano notizie di stampa, secondo cui
Ghirardi dovrebbe essere sentito nei prossimi giorni. A febbraio la Procura aveva ipotizzato la bancarotta fraudolenta nel fascicolo, ma senza indagati.

Pare l'unica strada sia il fallimento. I maxi numeri del Parma sono 48 milioni di scoperto nei confronti delle banche, 38 milioni di euro con i fornitori.18 milioni di euro tra tasse e previdenza non versate. Il tutto a fronte di un valore ipotetico di 95 milioni di valore dei tesserati.
 

Pizzarotti. «Vorrei una città che non si piange addosso. Vorrei che i miei concittadini avessero uno scatto d’orgoglio e andassero fieri di una città bellissima. Una città per cui vale la pena lottare, senza sedersi sugli allori». Così Federico Pizzarotti, da tre anni sindaco diParma, in una intervista a Famiglia Cristiana, nei giorni delle accese polemiche sul Parma Calcio e agli attacchi delle opposizioni, specie del Pd: «È un modo di fare opposizione che non condivido, perché fa del male alla città. La vogliono brutta e triste, per dipingerci come altrettanti incompetenti» mentre «bisogna dare un messaggio di positività». Secondo l’esponente grillino «è l’Italia che sta decadendo, noi stiamo molto meglio di altri. L’immagine che ilParma Calcio sta dando di sé non corrisponde allo stato di salute della città.

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"Parma oggi si sta riprendendo, tutti i dati sono positivi, a cominciare dal fatto che abbiamo ridotto il debito del 40 per cento». E replica a chi lo accusa di avere imbrutto la città togliendo fioriere e chiudendo fontane: «I guai della città, che hanno portato agli scandali e agli arresti dell’affaire
Parma, sono cominciati proprio con una fattura di 250.000 euro per rose che non sono mai state piantate. Quanto alle fontane, non posso spendere milioni in bollette. Quando sono arrivato ho trovato bollette insolute del 2010. In un momento di crisi dobbiamo stabilire delle priorità. E la priorità non sono le fontane ma i servizi».

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