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C'è anche Pietro Leonardi nel registro degli indagati

C'è anche Pietro Leonardi nel registro degli indagati

E' stato amministratore delegato del presidente Ghirardi e anche dg nella Reggiana di Ernesto Foglia
L'assemblea della Lega Calcio ha approvato il piano di salvataggio del Parma mettendo a disposizione del club 5 milioni di euro per giocare le partite

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PARMA. Dopo l'ex presidente Tommaso Ghirardi, è indagato anche l'ex direttore generale del
Parma Fc Pietro Leonardi nel fascicolo aperto dalla procura per l'ipotesi di bancarotta fraudolenta, anche se per il dissesto della società non c'è ancora una dichiarazione di fallimento. Leonardi, che aveva lasciato di recente le cariche sociali ma non il ruolo tecnico, si era dimesso giorni fa parlando di motivi di salute. Fu amministratore delegato nella gestione Ghirardi. Leonardi è stato anche per un breve periodo direttore generale della Reggiana di Ernesto Foglia. Come Ghirardi, anche Pietro Leonardi si è detto estraneo a questa notizia, sottolineando di non sapere di essere indagato anche se ha rimarcato di essere a disposizione della magistratura.

 


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Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza sta acquisendo documenti nella sede del
Parma calcio, nell’ambito degli accertamenti disposti dalla Procura sul rischio fallimento della società. Le fiamme gialle sono anche nella sede della Figc a Roma e della Lega Calcio a Milano, sempre per acquisire documenti relativi al club ducale.

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La Lega Serie A ha dato la disponibilità a salvare il Parma, con 16 voti a favore su un totale di 20, 3 club astenuti tra cui il Napoli, e il voto contrario del Cesena. Le tre società che si sono astenute nella votazione sono Napoli, Roma e Sassuolo. La disponibilità a salvare il Parma è legata alla dichiarazione fallimentare del club del 19 marzo. Solo in caso la squadra emiliana disputi una partita di Serie A prima di tale data, verrà attuato il piano approvato dalla Lega Serie A. Sono stati messi a disposizione 5 milioni di euro per completare la stagione.

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Nel frattempo Giampietro Manenti cerca di difendere il suo ruolo. «Tentativo della Lega? Solo la proprietà può salvare il Parma. Come fa a farlo un terzo?. Non mi posso muovere, sono bloccato a Parma perché abbiamo un controllo in corso. Penso che oggi incontrerò Tavecchio quando arriva - ha proseguito il numero uno della società ducale, che non si è recato a Milan per partecipare all’assemblea - Non so cosa gli dirò. Zamparini e Preziosi non si fidano di me? Che ci posso fare, non ho niente da dire a loro». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.10992120:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2015/03/06/news/reggiana-parma-nei-ricordi-di-mauro-del-bue-1.10992120]]

«Chi me lo ha fatto fare? È una bella domanda. Ho ereditato una situazione molto difficile, non immaginavo di trovarmi in una situazione così complicata ma stiamo cercando di superare gli ostacoli e andare avanti - ha aggiunto Manenti - c’è bisogno di un lavoro non indifferente, non abbiamo ancora una stima precisa dei debiti contratti ed abbiamo tempo fino al 20 per effettuarla. Siamo convinti di riuscire a salvare il Parma. Ci stiamo trovando in una situazione diversa da quella aspettata, è una belva infernale. Con l’intervento della Procura non è possibile effettuare le operazioni in maniera semplice come pensavo. Ho sbagliato a fare quelle dichiarazioni all’inizio, ma ero convinto di potercela fare e ho già fatto mea culpa. Ripeto, non conosciamo l’entità dei conti in rosso. Immaginavamo una situazione diversa da quella che abbiamo trovato, tuttavia non mi sono pentito di aver rilevato il Parma, sono scoraggiato, ma sono abituato a situazioni difficili. Il mancato pagamento degli stipendi ai giocatori? È stato fatto uno studio su tutti i creditori, bisogna pagare anche i dipendenti. Lo studio che stiamo predisponendo dovrà poi essere accertato dalla Procura».

Manenti è convinto che Parma-Atalanta «domenica si giocherà, anche le partite precedenti erano a posto dal punto di vista finanziario. Le partite non giocate? La squadra voleva protestare nei confronti dei vertici del calcio, non era un problema pagare la trasferta e non sarà un problema giocare con l’Atalanta. C’è stato una sorta di sciopero dei calciatori ed abbiamo voluto evitare spiacevoli convenienti. Il caso Parma è stato gestito male, concordo con Zamparini, ma non con Preziosi - ha proseguito Manenti ai microfoni di Radio Crc - in ogni caso, resto ottimista, non è un problema di bonifici, bisogna presentare un piano valido evitando il fallimento, voglio salvare il Parma».

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