Duecentocinquanta volte... Vado
Il bomber della Casalgrandese racconta il suo record di gol
CASALGRANDE. Il bomber compie 250 gol. E li dimostra. Gennaro Vado, attaccante della Casalgrandese , con la rete segnata su rigore nel recupero di mercoledì, ha tagliato – all'età di 35 anni - un traguardo di quelli che, a detta di lui stesso, «ad inizio carriera uno se li sogna».
E da quegli undici metri, contro il Pallavicino, Genna non ha solo firmato l'impresa personale dei 250 gol in carriera: ma contribuito alla clamorosa rimonta di una Casalgrandese che si era ritrovata in 9 contro 11 quando era ancora sotto, «e sul 2-2 abbiamo anche rischiato di vincere».
Nato a Napoli il 5 gennaio 1980, Vado è reggianissimo d'adozione. Vive in città con la moglie e le tre figlie «che sono tutta la mia felicità». Il lavoro è invece la sua... scommessa: gestisce infatti insieme al fratello, la Gold Bet, con tre punti agenzia.
Ok, a duecentocinquanta ci siamo: dove vuole arrivare?
«Semplicemente, voglio divertirmi. Continuerò a giocare fino a quando sarà così».
Non è sempre stato un attaccante: qual è stata l'evoluzione del suo ruolo?
«Io nasco mediano. E' stato il tecnico Mingozzi, alla Povigliese che notando il mio fiuto per il gol mi ha spostato in attacco. Credo di avergli dato ragione...».
Tra l'altro, lei può fare sia la prima che la seconda punta...
«E questo offre dei vantaggi; in tal modo posso adattarmi alle caratteristiche del mio compagno di reparto».
Quali sono i gol di cui va più orgoglioso?
«Beh, mi viene in mente innanzitutto la tripletta messa a segno a Fabbrico, con la maglia della Folgore Bagno. Il gol più bello è senz'altro quello realizzato in sforbiciata contro la Fidentina, sempre col Bagno: uno di quei gesti che sogni di fare da piccolo. Lo si può trovare su youtube».
Ha indossato diverse maglie: qualcuna le è rimasta particolarmente nel cuore?
«Nella mia storia personale Poviglio rappresenta il momento della nascita del mio nome e la Folgore Bagno rappresenta la consacrazione».
Dovesse fare il promoter di te stesso, quali referenze indicherebbe?
«Penso di essere un attaccante completo e rappresentare un elemento di positività per lo spogliatoio; cerco di pormi come una forza di trascinamento per la squadra».
Alla Casalgrandese è arrivato da poco: come si è trovato in questa matricola del campionato di Eccellenza?
«Ho avvertito una perfetta sintonia fin da sùbito. Questa è una società solida, sostenuta da tanto volontariato e tanto entusiasmo: la ricetta perfetta, a questi livelli. Può fare solo bene. In classifica ci troviamo con 37 punti dopo 26 giornate: incrociando le dita posso dire che non dovremmo essere in una situazione particolarmente preoccupante...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
