«Ho scelto il Lentigione perché voglio vincere»
Calcio Eccellenza, il bomber Adil Mezgour: «Per giocare devo essere motivato Andremo a Castelvetro per fare bottino pieno e tenere a distanza le rivali»
LENTIGIONE. Arrivato ai primi di dicembre alla corte di Francesco Salmi, Adil Mezgour, si sta rivelando un giocatore determinante per il Lentigione tanto che con la doppietta alla Meletolese è arrivato a 8 reti. «Mi sono trovato molto bene con Miftah - spiega Mezgour - che conoscevo già da tempo. In attacco ci capiamo bene e riusciamo a fare quello che il mister ci chiede».
Come mai è sceso di categoria?
«Perché mi piace vincere e mi piacciono le sfide. Sono andato via da Montemurlo non perché non mi trovassi bene, anzi, ma proprio perché l'obiettivo era di salvarsi. Una meta importante che però non mi dava tanti stimoli. Quando mi hanno contattato da Lentigione e mi hanno detto che volevano provare a vincere il campionato ho accettato. Mi piace giocare le giuste motivazioni: vincere un campionato lo è. Da qui la scelta di scendere di categoria».
Soddisfatto della scelta fatta?
«Molto. A Lentigione ho trovato persone come Claudio Barani, lo staff e la dirigenza che ti sono persone stupende. E non lo dico per fare il ruffiano ma perché è la verità. Ti sono vicini, non ti fanno mancare nulla e quando hai bisogno ci sono».
Mister Salmi l’aveva già avuto a Castelfranco.
«Esatto e ammetto che caratterialmente è un po' peggiorato. Scherzo naturalmente. Salmi è un ottimo allenatore e prepara ogni partita con grande attenzione in ogni particolare e sono contento di averlo ritrovato».
Castelfranco è stato un bel trampolino di lancio.
«Da anni la famiglia Chezzi lancia giocatori che poi vanno nei professionisti. Hanno naso e lavorano molto bene con le giovani promesse».
Ha trovato molte differenze fra serie D ed Eccellenza?
«Il ritmo di gioco è un po' meno veloce e ci sono meno giovani. Credo che in serie D ce ne siano troppi. Purtroppo questa regola penalizza parecchio i giovani e rischia di bruciarli prima del previsto. Ci sono giocatori che possono essere pronti per la categoria ma altri no. Infine rispetto non tanto alla serie D ma ai professionisti lo stile di vita è diverso».
In che senso?
«Faccio un esempio. Quando ero nei professionisti il sabato sera non si usciva e si mangiava leggero. Io ho sempre continuato con questa prassi e con il passare del tempo è diventata parte della mia vita quotidiana. Questo non vuol dire che non esco con gli amici e non ho una vita sociale. E molti giovani questa cosa non la capiscono».
Tornando al campionato come le sembra?
«Difficile. E vincerlo sarà molto arduo perché che si giochi con la prima o con l'ultima in campo non è mai facile e poi vincere o perdere contro tutti. E adesso che siamo primi noi tutti ci affrontano con qualche stimolo in più».
Chi l’ha impressionato?
«La Bagnolese perché contro di noi ha giocato a viso aperto senza chiudersi dietro come fanno quasi tutte. Hanno un bel gioco palla a terra e passaggi veloci».
Domenica andrete a Castelvetro, un'altra squadra che gioca bene.
«Si preannuncia una partita difficile e bisognerà prepararla al meglio».
Cosa la preoccupa?
«Noi, perché alle volte abbiamo dei momenti di amnesia, dei cali di concentrazione che nelle partite importanti non devono esserci. Alle volte facciamo come i motori a diesel carburiamo dopo un po'».
Cosa si aspetta da questo confronto?
«Di vincere e di portarci a debita distanza da Bagnolese, Rolo e Sanmichelese».
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