La cessione del marchio per riavere Villa granata
La Reggiana deve lasciare a giugno la sede all’interno del Mapei Stadium, il presidente Barilli ha in testa un piano per capitalizzare la società
REGGIO EMILIA. Per il momento il progetto di ridare lustro a Villa granata è rimasto nei sogni di Marco Cingi che ha elaborato come potrebbe tornare a brillare quella che è stata fino a qualche anno fa la sede della Reggiana e l’ostello per i giovani granata.
Marco Cingi ha messo a disposizione la sua creatività ma il presidente Alessandro Barilli sta pensando da tempo come trasformare questo sogno in realtà. Ne ha parlato anche con il sindaco Luca Vecchi ma soprattutto con i suoi partner. L’idea è sempre la stessa: acquistare dalla curia la struttura che un tempo era definita Villa granata e i campi dove si allenano le squadre del settore giovanile e la prima squadra.
Un’operazione da un paio di milioni di euro ma di grande impatto sportivo. Per rendere l’idea si potrebbe utilizzare una frase di Rudi Garcia: “rimettere la chiesa al centro del villaggio”. Si tratta di un proverbio francese che significa riappropriarsi di una propria identità.
Un concetto che può essere legato a una partita ma anche a un progetto come appunto quello di Villa granata.
Il presidente Alessandro Barilli ha anche studiato e previsto un piano finanziario per riuscire a concretizzare questo progetto attraverso la cessione del “marchio granata” a un istituto di credito. Per la precisione alla Banca Popolare che si è detta disposta a fare questa operazione. Si tratterebbe di un finanziamento iniziale attorno al mezzo milione di euro necessario per avviare il percorso di restyling di Villa granata. Poi dovranno intervenire altri soggetti, vedi il Credito sportivo o anche un finanziamento interno con un pool di banche locali.
Un’esigenza anche impellente dato che a giugno la Reggiana dovrà lasciare gli uffici collocati all’interno del Mapei Stadium per andare alla ricerca di una nuova sede sociale. E’ dunque questo il momento per una valutazione sul futuro del club, la sua collocazione e una riorganizzazione. Per tornare al concetto di Rudi Garcia, è il momento di mettere la chiesa al centro del villaggio.
Pietro Vavassori, l’ipotetico futuro azionista di maggioranza della Reggiana, da qualche settimana ha legato il suo marchio, l’Italsempione, all’attività del settore giovanile granata. Le squadre portano il suo marchio come sponsor, i pulmini che vengono utilizzati per il trasporto dei ragazzi è marchiato Italsempione. Logico pensare che lo stesso Pietro Vavassori sarà chiamato a pronunciarsi in relazione a questo investimento patrimoniale. Proprio domani Barilli si vedrà a Milano con Vavassori e tra una disquisizione tecnica e l’altra, sarà discusso anche della futura collocazione della sede granata e dell’ostello dei giovani che provengono da fuori provincia e che oggi sono collocati all’hotel Airone. E’ il momento di un salto di qualità anche fuori dal campo.
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