La Lega Calcio regala 5 milioni di euro al Parma
Dopo Ghirardi anche Leonardi è indagato, ieri perquisizioni della Gdf a Collecchio, in Figc e a Milano
PARMA. Dopo l'ex presidente Tommaso Ghirardi, è indagato anche l'ex direttore generale del Parma Fc Pietro Leonardi nel fascicolo aperto dalla procura per l'ipotesi di bancarotta fraudolenta, anche se per il dissesto della società non c'è ancora una dichiarazione di fallimento. Leonardi, che aveva lasciato di recente le cariche sociali ma non il ruolo tecnico, si era dimesso giorni fa parlando di motivi di salute. Fu amministratore delegato nella gestione Ghirardi. Leonardi è stato anche per un breve periodo direttore generale della Reggiana di Ernesto Foglia.
Come Ghirardi, anche Pietro Leonardi si è detto estraneo a questa notizia, sottolineando di non sapere di essere indagato anche se ha rimarcato di essere a disposizione della magistratura.
Perquisizioni. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha acquisito documenti nella sede del Parma Calcio e a Collecchio nell’ambito degli accertamenti disposti dalla Procura sul rischio fallimento della società. Le fiamme gialle sono anche nella sede della Figc a Roma e della Lega Calcio a Milano, sempre per acquisire documenti relativi al club ducale.
L’assemblea. La Lega Serie A ha dato la disponibilità a salvare il Parma, con 16 voti a favore su un totale di 20, 3 club astenuti tra cui il Napoli, e il voto contrario del Cesena. Le tre società che si sono astenute nella votazione sono Napoli, Roma e Sassuolo. La disponibilità a salvare il Parma è legata alla dichiarazione fallimentare del club del 19 marzo. Solo in caso la squadra emiliana disputi una partita di Serie A prima di tale data, verrà attuato il piano approvato dalla Lega Serie A. Sono stati messi a disposizione 5 milioni di euro per completare la stagione che saranno presi dal fondo delle multe.
Il Parma, quindi, giocherà regolarmente le prossime due partite contro l’Atalanta al Tardini e poi al Mapei Stadium contro il Sassuolo il 15 marzo.
Il presidente. «Chi me lo ha fatto fare? È una bella domanda. Ho ereditato una situazione molto difficile, non immaginavo di trovarmi in una situazione così complicata ma stiamo cercando di superare gli ostacoli e andare avanti - ha rimarcato Manenti - c’è bisogno di un lavoro non indifferente, non abbiamo ancora una stima precisa dei debiti contratti ed abbiamo tempo fino al 20 per effettuarla. Siamo convinti di riuscire a salvare il Parma. Ci stiamo trovando in una situazione diversa da quella aspettata, è una belva infernale. Con l’intervento della Procura non è possibile effettuare le operazioni in maniera semplice come pensavo».
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