«Adesso dobbiamo giocare sempre con questa fame»
Il tecnico Max Menetti applaude i suoi per la reazione «La risposta giusta dopo una settimana difficile»
REGGIO EMILIA. Il tecnico biancorosso Max Menetti può tirare finalmente un sospiro di sollievo dopo una settimana difficile.
«E’ stata una bella lezione per due ragioni - dice il coach reggiano - la prima è che abbiamo vinto giocando una buona partita, la seconda che abbiamo vinto giocando di squadra. E’ stata la risposta giusta dopo una settimana sicuramente non facile. Tra l’altro giocavamo con Cervi, Cinciarini e Diener non ancora al top della condizione. Ora dobbiamo a giocare le prossime gare con la stessa fame».
«E’ stato bello vedere Lavrinovic - incalza Menetti - e pensate che è solo al 10% della forma. Direi che comunque si è visto il suo potenziale incredibile. Si è capito cosa ci siamo persi negli ultimi sei mesi e cosa vuol dire avere in campo uno come lui».
Cosa vi permesso di dominare così Avellino?
«Non credo sia stata questione di tecnica o di tattica. Abbiamo avuto più energia, più voglia e tanta fame. E’ stata una settimana lunga e non ci ha fatto piacere viverla. Deve comunque servire di lezione per capire che anche nei prossimi mesi dovremo allenarci con questo piglio e lavorare con questa energia. Voglio vedere lo stesso approccio e la stessa disciplina ogni giorno fino alla fine».
Come ha vissuto gli ultimi giorni?
«Sapevo che nei momenti peggiori, Reggio riesce a dare il massimo. Mai come la scorsa settimana andando in giro per la città ho trovato gente che mi incitava e mi mostrava il proprio sostegno. E’ stato capito che Milano era e deve essere solo un caso isolato».
Come spiega il miglioramento al tiro, specialmente da tre, rispetto alle basse percentuali delle ultime uscite?
«Credo che tutto nasca dalla difesa. Se difendiamo in un certo modo, anche in attacco ci esprimiamo meglio. Il tiro da tre però è un fattore difficile da controllare. In parte ci ha aiutato l’atteggiamento di Avellino che ha tenuto il ritmo alto come piace a noi. Un altro fattore è stata la presenza di Lavrinovic che contro le difese a metà campo ci da un riferimento e delle possibilità che Cervi e Pini non ci danno. Abbiamo provato dei giochi alto basso con lui che ancora non sono perfetti ma daranno ottimi frutti».
Il peso di Lavrinovic in questa squadra?
«Darjus era tra i migliori centri al mondo. Avevamo pensato al squadra con lui invece si è fermato sei mesi dopo sette anni che giocava ininterrottamente senza incidenti. Con lui facciamo un grande salto di qualità tecnico. E’ difficile marcare un pick’n’roll tra lui e Cinciarini o Della Valle o Diener».
Come ha vissuto questi mesi di lontananza dal parquet?
«Era dispiaciutissimo. Voleva Reggio e voleva darci una mano. Ha rinunciato a del denaro per stare qui. Domenica scorsa era tra i più dispiaciuti e se sbaglia è il primo ad arrabbiarsi. Vi assicuro che ci tiene a fare bene».
Vedremo Lavrinovic e Cervi insieme in campo?
«E’ una cosa che avevamo pensato, specialmente in coppa per l’impatto fisico. Al momento non è possibile ma più avanti lo sarà. Darjus può fare male vicino a canestro, ma può mettere la palla a terra anche prendendola sull’arco».
Con Avellino si è visto anche un grande Amedeo Della Valle...
«Ha segnato molto ma vi dico la verità, a me della sua prestazione è piaciuta la difesa. Che sia in grado di tirare bene da tre lo sapevo già, volevo da lui più difesa e una miglior gestione della tensione e di certe situazioni. In parte queste cose le ho viste».
A Roma potremmo vedere Polonara da ala piccola?
«Non credo. E' un'opzione pensata in estate, ma ora, con Silins infortunato, non è fattibile. Giocherà da ala grande come al solito. Ora ci serve lì ».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
