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basket serie a»LA SFIDA AL BIGI

di Linda Pigozzi
basket serie a»LA SFIDA AL BIGI

REGGIO EMILIA. E’ arrivato quello che ci aspettava o meglio quello che era dovuto dopo la domenica di vergogna milanese. Con gambe, cuore e, soprattutto, testa, la Grissin Bon spegne Avellino che si...

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REGGIO EMILIA. E’ arrivato quello che ci aspettava o meglio quello che era dovuto dopo la domenica di vergogna milanese. Con gambe, cuore e, soprattutto, testa, la Grissin Bon spegne Avellino che si presenta in via Guasco in un momentaccio e pure senza Harper, in panchina solo per onor di firma.

Senza Silins (strappo muscolare la polpaccio), Menetti torna al quintetto più e più volte lanciato nella prima parte di stagione. In regia Cinciarini, recuperato al volo dopo una settimana e più di patimenti a causa di un’infiammazione tendinea, Diener, Kaukenas, Polonara e Cervi, di ritorno come “ManDrake” dopo lo stop per infortunio.

Avellino si prende con Banks quello che sarà l’unico vantaggio del match. La Grissin Bon si riscatta immediatamente con la tripla - costruita benissimo - di Diener.

La carica per fortuna c’è. Finalmente la Grissin Bon mette tanta grinta, quella che aveva latitato nelle ultime due uscite in campionato, e con la bomba di Kaukenas vola sull’8 a 2. Il successivo + 8 reggiano è poi opera del 2/2 dalla riga bianca di Riccardo Cervi. Orgogliosa, non si lascia però travolgere la Sidigas. Che ritrova concentrazione per rimettere insieme un controbreak di 5 a 0. Ma Reggio - questa Reggio, lontana anni luce da quella arrendevole e svogliata tristemente vista al Forum - ha decisamente una marcia in più. E lo fa vedere reagendo immediatamente. E una buona marcia la innesca pure Darjus Lavrinovic, che lanciato in battaglia dopo pochi minuti, insacca il suo primo canestro al Bigi che vale il 14-9 reggiano.

Nonostante i troppi errori dall’arco gli irpini in penetrazione riescono a riavvicinarsi sino al -1. In versione play d’ordine piuttosto che realizzatore solitario, Andrea Cinciarini spinge i suoi al nuovo +5 (18-13 a -2’30” al primo gong). Da un assaggio della sua grande classe “Big Darjus” sul finale di quarto, chiuso sul +8 (25-17) e impreziosito nel finale anche da un gioiello dall’arco di Federico Mussini.

Tonicissima, la Grissin Bon è decisa ad asfaltare gli avversari, sempre più in difficoltà, e in 1’ appena si mette in modalità caterpillar. Il canestro dell’eloquente 30 a 17 è opera di Pini, chiamato a fare il centro mentre Cervi, carico di falli, e Lavrinovic riposano.

Reggio continua nella sua corsa: alla metà precisa del quarto, la mano rovente di Della Valle infila la tripla del +17 che fa scattare in piedi l’intero Bigi. Memore di dolorosi precedenti (leggi la remuntada concessa proprio in via Guasco a Varese), Reggio è bravissima a non mollare la presa, anche senza il capitano Cinciarini, chiamato in panchina a rifiatare visto i pochi allenamenti nelle gambe. Avellino è in evidente sofferenza e la gara s’è decisamente incanalata sul giusto binario.

Nelle prime battute della ripresa, Rimas Kaukenas firma dalla lunetta il +20 (52-32). Qui, dopo neppure 2’ di gioco del terzo periodo, viene fischiato un fallo offensivo a Riccardo Cervi. E’ il suo quarto fallo e il centrone reggiano viene messo a forzato riposo in panca. Anche se Menetti muove le pedine a sua disposizione, il risultato non cambia e la gara resta un lungo monologo dei biancorossi bravi a muovere la palla ed efficacissimi dai 6.75.

Al 6’ è Polonara, letale dall'arco, a spingere Avellino sul - 25 (64-39). Nella progressione reggiana si registra pure la perla dell’applauditissima tripla di Lavrinovic che minuto dopo minuto sembra sciogliere la ruggine (avercelo avuto dall'inizio della stagione, un centro così...).

Un attimo prima dell'inizio del quarto periodo (quando il tabellone luminoso dice 75-54) arrivano pure i tifosi avellinesi, bloccati a lungo in autostrada. Non fanno mancare cori e sostegno, gli ultras irpini, anche se la sentenza di un match mai realmente in discussione è già scritta. Mentre scorrono i titoli di coda arriva la standing ovation a Della Valle, miglior realizzatore del match, e ci sono minuti di gloria anche per il talento lettone 16enne Arturs Strautins che debutta in serie A.

Finisce con il coro “Vi vogliamo così” accompagnato da un lungo sospiro di sollievo. I biancorossi hanno fatto ciò che dovevano e la Waterloo meneghina - ricordata a inizio gara dallo striscione degli Arsan: «Siete entrati nella storia dalla parte sbagliata» - può essere finalmente messa nel dimenticatoio.

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