Ora la Reggiana deve difendere i play off
I granata sono chiamati a ritrovare un’identità di gioco, ma soprattutto punti pesanti per rimanere nei quartieri alti
REGGIO EMILIA. Meglio accantonare i sogni di serie B e pensare a difendere un posto nei play off. Questo deve essere il pensiero fisso della Reggiana che stasera (ore 19) sarà in campo al Tommaso Fattori contro l’Aquila.
Non è un “pensare in piccolo” ma guardare in faccia la realtà dal momento che Ruopolo e compagni sembrano soffrire di vertigini. Un punto nelle ultime due partite contro Pro Piacenza e Santarcangelo non può indurre in tentazioni. Ma come si usa dire: non importa quante volte cadi ma piuttosto quante volte cadi e ti rialzi. Senza dimenticare che questa partita contro L’Aquila è di quelle che valgono doppio. Gli abruzzesi, in effetti, affidano a questa sfida la possibilità di riaprire il discorso play off. E’ bene non dimenticare che Virdis e compagni devono recuperare la partita col Tuttocuoio. Per questo motivo stasera per L’Aquila è decisivo arrivare alla vittoria. La Reggiana, alla vigilia di una doppia trasferta, più che pensare ai punti, che pure sono importanti, è alla ricerca della sua vera identità. Non si può parlare di crisi ma di una difficoltà legata alla capacità di fare la partita. Forse stasera Vacca e compagni saranno avvantaggiati dal fatto che L’Aquila non giocherà con dieci uomini dietro la palla ma affronterà il match a viso aperto. Ma che sia una Reggiana con i cerotti lo conferma la volontà del trainer Colombo di conferire al gruppo maggiore esperienza con l’innesto di Andrea Parola a centrocampo al posto dell’infortunato Bruccini e di Roberto De Giosa per Sabotic.
Una doppia parentesi: De Giosa è diventato in settimana papà (auguri) avrà un motivo in più per brindare a un rientro in grande stile. Il difensore ha giocato la sua ultima patita da titolare il 7 dicembre dello scorso anno contro il Savona. Poi un infortunio, con ricaduta, l’ha tenuto lontano dall’undici titolare.
L’altro particolare riguarda Mirko Bruccini che si è infortunato contro il Pontedera (15 febbraio) e ancora lo staff medico non ha fatto una diagnosi precisa sul suo infortunio. Si è parlato di una botta, poi del rischio menisco ma in realtà Bruccini ha avuto una distorsione al ginocchio con interessamento del legamento collaterale. Per questo motivo il suo rientro sarà solo a distanza di quaranta-sessanta giorni. Misteri della comunicazione.
L’assenza di Bruccini, però, è una delle cause di un centrocampo che si è appiattito dato che Mirko è l’unico in grado di allungare la squadra e anche di attuare una robusta fase difensiva. Per questo motivo questa sera Colombo sceglierà Parola, per avere maggiore filtro a centrocampo e De Giosa in difesa onde evitare di subire dei gol com’è avvenuto con Pro Piacenza e Santarcangelo.
Basterà? Forse no, perché solo se la Reggiana ritroverà compattezza, identità di gioco e autostima potrà pensare di portare a casa dei punti da L’Aquila. Un campo, lo dicono i numeri, non proibitivo. Non a caso l’ultima vittoria è datata 18 gennaio anche se contro la capolista Ascoli. Ma è l’unico acuto nelle ultime cinque partite interne. Una squadra che segna col contagocce (13 reti) nonostante un buon parco attaccanti (Perna, Pacilli, Virdis e Sandomenico) ma ne subisce anche pochi (9 reti). Per la Reggiana è l’occasione per rialzare la testa.
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