Gazzetta di Reggio

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«Posso fare di più»

di Daniele Valisena
«Posso fare di più»

L’umiltà di Darjus Lavrinovic al suo esordio al pala Bigi

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REGGIO EMILIA. «Non male come prima partita a Reggio, ma posso fare meglio». Umile e attento alla parte mezza vuota del bicchiere che alle cose positive, Darjus Lavrinovic ha fatto intravedere tutto il suo potenziale ieri sera, esordendo come meglio non poteva di fronte al pubblico reggiano.

«Era quello che speravo - prosegue il campione lituano - Non sono ancora in forma e soprattutto in difesa penso che avrei potuto fare meglio, ma credo sia normale. Il dato importante di questa gara però è che abbiamo giocato di squadra: abbiamo dimostrato di poter giocare assieme, questo è quel che volevamo fare».

Blocchi, giochi a due, passaggi, cattiveria agonistica e qualche buona “mannaiata” in difesa quando serviva, ma soprattutto tante giocate spalle a canestro, che significano maggior spazio per i tiratori e maggiori soluzioni offensive per tutta la squadra. In soli 15’ ieri il pubblico reggiano ha visto che macchina offensiva potrebbe diventare la Grissin Bon con Lavrinovic in campo.

«Abbiamo giocato con lo spirito giusto - prosegue l’ex Real Madrid - ma non basta solo una partita per mettere a posto la nostra stagione. Se sono stato decisivo? Possiamo migliorare, io voglio migliorare ancora. Con Avellino ho fatto solo quel che mi ha chiesto il coach, spero di poter continuare a dare una mano ai miei compagni».

Come il connazionale Kaukenas, il semifinalista ai Mondiali di Spagna più che alle prestazioni personali è interessato a sottolineare i margini di miglioramento che la squadra può avere in difesa.

«Nella nostra metà campo possiamo fare di più e in attacco possiamo muovere la palla meglio, giocando più in velocità. Per quanto mi riguarda, a volte non riesco a leggere bene certe situazioni: dove e quando tagliare, che movimenti fare. Mi sono allenato poco, mi serve un po0 di tempo».

“Big Darjus” rassicura infine i tifosi sulla risposta del suo fisico allo stress agonistico.

«La schiena sta bene, non ho dolore. Ho ancora in testa l'operazione e qualche volta mi trattengo in campo, ma credo che tra un paio di settimane non ci penserò più».

Per un grande veterano che esordiva, il pubblico del Bigi ieri ha potuto riabbracciare il “vecchio” Mussini, quello che a inizio anno infiammava i tifosi con i suoi canestri.

«Avevamo bisogno di una partita così - spiega la guardia reggiana -. Dopo Milano questa era per noi una partita importantissima: abbiamo lavorato forte tutta la settimana e siamo riusciti a trasmettere in campo tutta la nostra carica e concentrazione».

Proprio la settimana che ha portato alla gara di ieri potrebbe diventare la svolta mentale della stagione biancorossa.

«I giorni precedenti la gara con Avellino - ammette Mussini - ci hanno fatto capire che non abbiamo ancora fatto niente, che se giochiamo assieme e muoviamo bene la palla in attacco abbiamo molte più probabilità di segnare noi tiratori e che soprattutto dobbiamo migliorare in difesa. Questa vittoria non ci deve far cambiare atteggiamento, dobbiamo tornare in palestra e lavorare come abbiamo fatto dopo la batosta di Milano».

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