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Darjus Lavrinovic è l’ arma letale della Grissin Bon

di Linda Pigozzi
Darjus Lavrinovic è l’ arma letale della Grissin Bon

Il lituano porta la consistenza in post mancata in questi mesi Lo staff biancorosso confida di poterlo avere al top ai playoff

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REGGIO EMILIA. Quindici minuti sono bastati. Nel lasso di tempo in cui domenica ha calcato le tavole del Bigi, Darjus Lavrinovic ha dato un impressionante saggio del proprio potenziale.

L’indubbia classe, i movimenti in post basso, la capacità di aprire il campo che s’è intravista nel match con Avellino hanno fatto stropicciare gli occhi ai 3.500 che domenica pomeriggio hanno riempito il catino di via Guasco.

E per fortuna che il centro lituano non è che al 10% del proprio potenziale, come si è precipitato a rimarcare nel post gara il tecnico Max Menetti.

Uscirà ancora di più e farà ancora meglio con la maglia della Grissin Bon, Darjus Lavrinovic, è certo. Anche se non sarà mai un esplosivo saltatore non potrà che migliorare atleticamente. Non va infatti dimenticato che il lungo è reduce da sei mesi di stop caratterizzati da due interventi chirurgici.

Era il 12 settembre dello scorso anno quando il campione capitolò a terra durante la semifinale dei Mondiali di Spagna fra la sua Lituania e il Team Usa. Nella caduta subì una lesione profonda al legamento del pollice sinistro. Lo staff della nazionale lituana decise di buttare ugualmente in campo il giocatore nella finalina del giorno successivo persa poi con la Francia. Giocò una quindicina di minuti, “Big Darjus”, con una vistosa fasciatura alla mano senza brillare particolarmente.

Al suo arrivo a Reggio, la settimana successiva, il giocatore venne poi visitato dai medici biancorossi che gli imposero l’immediato stop, sottolineando l’urgenza di un intervento chirurgico. Lavrinovic finì sotto i ferri il 27 settembre. Il suo rientro era previsto attorno al 20 dicembre ma per la seconda volta la sfortuna ci mise lo zampino.

Compiendo un movimento durante una seduta atletica, una manciata di giorni prima del debutto annunciato, Darjus avvertì un forte dolore alla schiena. Esami specialistici evidenziarono la presenza di un’ernia e il 19 dicembre il giocatore finì di nuovo in sala operatoria. Due mesi circa di riabilitazione per arrivare finalmente all’esordio in maglia biancorossa, il primo marzo scorso nella maledetta trasferta al Forum di Assago. Contro l’EA7, Lavrinovic parve ancora molto legnoso e non del tutto a proprio agio in campo. Diversa la musica che è stato capace di suonare contro Avellino, gara in cui ha mostrato sprazzi di gran classe e un gioco dentro-fuori da paura. I motivi, poi, per cui il ds Alessandro Frosini gli aveva dato la caccia per un’estate intera.

Del resto, il centro di Vilnius arrivava da una stagione assolutamente sopra le righe giocata con il Budivelnyk Kiev che, a 34 anni, l’aveva portato a essere ancora una volta uno dei migliori lunghi d’Europa. Con il team ucraino nel campionato 2013/14 aveva vinto il titolo nazionale, guadagnandosi il titolo di Mvp.

Non solo. Il suo Kiev aveva raggiunto la fase finale d’Eurocup, manifestazione che in questa stagione non ha potuto giocare a causa dell’infortunio alla mano, ed era stato inserito nel miglior quintetto, forte dei 15.1 punti e 5.3 rimbalzi nei 27’ mediamente giocati a sera. Non indifferenti le statistiche: 63.6% da due punti, il 41.9% da tre punti, oltre all’84.8% ai liberi. Potranno i tifosi reggiani ammirare un Lavrinovic a questi livelli nel campionato in corso? Lo staff biancorosso ha stimato di poterlo avere almeno all’80% alla fine della regular season. A oggi - come sottolineato dal coach Max Menetti nel pre-Avellino - è come se il giocatore avesse appena iniziato la preparazione ed è necessaria circa una quarantina di giorni di allenamento intenso nelle gambe e 6-7 partite per poterlo avere al top. Finalmente.

@linda_pigozzi

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