«Siamo tornati a remare nella direzione giusta»
Per l’esterno biancorosso Amedeo Della Valle la squadra è riuscita a invertire il trend negativo
REGGIO EMILIA. «Una vittoria non deve cancellare la gara di Milano. Quella partita deve restare lì fino alla fine della stagione a ricordarci ogni giorno di restare umili e affamati».
Testa bassa e pedalare. Amedeo Della Valle lo ha dimostrato in campo con Avellino e lo conferma anche tornando in palestra per preparare la sfida di Roma: la storica batosta con l'EA7 deve diventare la svolta della stagione. La guardia della Grissin Bon era uno dei più provati dopo la gara di Assago e stava attraversando un momento piuttosto negativo al tiro. Una flessione che si è interrotta proprio con Avellino, con il talento di Alba che è stato il miglior marcatore dell’incontro.
La gara con l'Olimpia Milano è ormai dimenticata?
«No, non dobbiamo dimenticarla. Non è certo bello andare a Milano, da secondi in classifica e fare quella figura, ma la batosta con l’Olimpia deve sempre restare lì, come monito, per ricordarci che dobbiamo sempre scendere in campo affamati; che dobbiamo sempre essere umili».
In che modo è cambiato il vostro approccio ad allenamenti e partita?
«La scorsa settimana è stata lunga, molto lunga. Ogni giorno in allenamento abbiamo tenuto un ritmo e un’intensità allucinante, esagerando anche e picchiandoci come matti. Questo però ci è servito per svoltare, cambiare atteggiamento, perché era già da un po’ che le cose non funzionavano più come prima».
Cioè?
«Già da prima della sfida con Milano eravamo calati e non stavamo più giocando al livello che volevamo. Io non stavo giocando bene. Sono stati giorni difficili, tesi, per me molto tristi, perché io vivo per il basket e 50 punti di scarto non li prendi nemmeno alla Playstation. La gara di Milano deve essere la nostra sveglia da qui alla fine del campionato».
Con Avellino i giovani hanno risposto presente alla chiamata della società.
«Assolutamente. In particolare penso a Giovanni Pini, un giocatore molto importante per noi, che svolge spesso un lavoro sporco e che non finisce nelle statistiche e che proprio per questo non riceve il credito che gli spetta. Sono molto contento per lui».
L'innesto di Darjus Lavrinovic cosa vi ha portato?
«Darjus è un campione. In questi giorni ci ha aiutato molto anche in allenamento, parlando tanto e dando consigli a noi giovani. La sua esperienza si è fatta sentire anche in campo, dove si è dimostrato pronto, aggressivo. Penso che una volta che avrà recuperato la forma potrà dimostrare di essere il potenziale numero uno del campionato».
Lunedì andrete a Roma, potranno riemergere strascichi negativi?
«Soprattutto a livello mentale ci porteremo sempre dentro quella gara, ma non deve essere solo un qualcosa di negativo: quella batosta credo ci abbia anche riportato verso un percorso che avevamo smarrito. Ora siamo tornati a lavorare nella direzione giusta».
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