Zampata di Ruopolo che vale il terzo posto
I granata conquistano una preziosa vittoria contro L’Aquila
L'AQUILA. Il massimo risultato con il minimo sforzo. Alla Reggiana basta un gol di Ruopolo (al suo ottavo centro stagionale) dopo dieci minuti di gara per tornare al successo e riprendersi il terzo posto.
L'attaccante sfrutta un regalo dell'esterno Pedrelli (retropassaggio al portiere) per mettere la sua firma su un successo pesante, utile a blindare i play-off e ad eliminare probabilmente L'Aquila dalla corsa allo stesso obiettivo. Estremamente pragmatica la Reggiana vista al "Fattori", nonostante un atteggiamento non certo rinunciatario.
La Reggiana ha avuto solo il difetto di non sfruttare una delle tante occasioni avute nella ripresa per chiudere la partita. I granata hanno sfruttato anche la superiorità numerica dato che dopo quindici minuti della ripresa è stato espulso Karkalis.
Rispetto alla gara pareggiata con il Santarcangelo, infatti, Colombo (che non può contare sugli influenzati Alessi, Ceccarelli e Galullo oltre che sugli infortunati Bruccini e Maltese) conferma il 4-3-3 ma con alcune novità. In difesa la coppia centrale è composta da Spanò e dal neo papà De Giosa mentre a destra c'è Andreoni con Mignanelli confermato a sinistra. Mediana affidata a Vacca con la new-entry Parola e Angiulli interni mentre in prima linea confermato il tridente Giannone-Ruopolo-Siega. L'approccio alla gara è positivo, anche perché L'Aquila risente di un periodo fatto di troppe partite e pochi punti. Così Ruopolo già al 4' fa le prove generali del gol (Zandrini si rifugia in angolo dopo aver chiuso la strada all'avversario) che arriva al 10', dopo un retropassaggio errato di Pedrelli che consente all'attaccante di raggiungere il pallone e di battere il portiere aquilano dopo aver resistito alla carica di Pomante.
Lo 0-1 non scuote L'Aquila, così la Reggiana può controllare anche il vantaggio "regalato" dai locali e al 23' Giannone impegna ancora Zandrini con un tiro dal limite.
Un minuto dopo L'Aquila sporca per la prima volta i guantoni a Feola con un tiro "telefonato" di Pacilli: poca roba per una Reggiana in controllo della gara che si distrae soltanto alla mezz'ora, quando una leggerezza di Spanò consente a Sandomenico di impossessarsi del pallone al limite dell'area con il furetto locale che non riesce a concludere. E' lo stesso Sandomenico, poco prima dell'intervallo, a concludere nuovamente a rete, trovando però la deviazione in angolo dell'attenta difesa. Nella ripresa la Reggiana prova a chiudere la gara e al 2' Giannone ci prova su punizione dalla lunga distanza senza però trovare lo specchio della porta.
E' ancora un retropassaggio "folle" a regalare, un minuto dopo, un'altra chance alla Reggiana, ma stavolta Pomante riesce a fermare il tiro di Siega. Zavettieri decide di cambiare modulo e passa al 4-3-3 sacrificando Pomante e Djuric per inserire De Francesco e Corapi (che all'11' conclude alto su assist di Perna) mentre Colombo mantiene quello che in fase di non possesso è un prevedibile 4-5-1. E dal 17' la strada per la Reggiana sembra diventare una discesa libera perché Karkalis, già ammonito, si vede sventolare il secondo cartellino giallo.
Zavettieri esaurisce subito i cambi inserendo Gotti per Sandomenico passando al 4-3-2 e L'Aquila per qualche minuto sembra avere una reazione d'orgoglio collezionando calci d'angolo in serie ma senza mai impegnare Feola mentre il collega Zandrini deve superarsi al 23' su un rapido capovolgimento di fronte che vede Siega calciare da buona posizione all'interno dell'area di rigore (il portiere respinge). A dieci minuti dalla fine Colombo inserisce Petkovic al posto di Ruopolo e al 37' Giannone scatta sul filo del fuorigioco e prova a superare Zandrini in uscita, ma da posizione troppo defilata per centrare lo specchio della porta. Colombo inserisce anche Rampi per Giannone, con il nuovo entrato che riesce a impegnare Zandrini (45'). Ancora Siega e Rampi hanno l’occasione per il raddoppio ma non trovano lo specchio della porta.
La partita finisce dopo un tentativo di Corapi sul fondo: esultano i 30 tifosi reggiani al seguito, infreddoliti ma festanti.
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