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Darjus ha cambiato faccia al team

di Daniele Valisena
Darjus ha cambiato faccia al team

Ecco come è evoluto il gioco della Grissin Bon grazie a Lavrinovic

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REGGIO EMILIA. Percentuali elevate da dietro l'arco, decisioni veloci, punti in area, contropiede e stop difensivi. Sono questi i cinque settori i cinque cardini da cui è ripartita la Grissin Bon e da cui dipenderà il futuro della stagione biancorossa.

Dopo il maremoto tecnico e psicologico di Milano, la Grissin Bon con Avellino ha mostrato una nuova faccia. Sfoderando tutti i suoi eccezionali punti di forza e mostrado quella che potrebbe essere la sua vera potenzialità.

Bombe e giropalla. Non bisogna essere Einstein per accorgersi che il 16/29 nel tiro da 3 realizzato da Reggio contro Avellino abbia aiutato e non poco nel far girare la gara. Quello che è cambiato rispetto a Milano, ma anche alle ultime uscite con Pesaro e Varese (cui si può aggiungere alla gara di Trento e le sfide in Coppa Italia) è il modo in cui sono state costruite le azioni d'attacco: pochi palleggi, palla quasi mai ferma nelle mani del palleggiatore, tanto movimento lontano dalla palla, tagli e gioco dentro-fuori per complicare gli aiuti della difesa. Decisioni veloci, pochi uno contro uno e ricerca del better to best, del miglior tiro invece del buon tiro, mantra dei San Antonio Spurs campioni Nba nella scorsa stagione.

Big Darjus. Atteggiamento aggressivo e decisioni veloci aiutano, ma certo ancora di più ha aiutato la presenza di un giocatore come Lavrinovic, che dà alla Grissin Bon una dimensione che non ha mai avuto quest'anno. La sua abilità nel conquistarsi l'area in post basso garantisce a Cinciarini e soci un punto di riferimento in area, aumentando la pericolosità offensiva e allargando tantissimo lo spazio per i tiratori, che spesso per i biancorossi sono addirittura quattro. Big Darjus cambia la vita all'attacco reggiano, portando punti in area, doppia pericolosità dal pick & roll e dal pick & pop e aumentando la qualità complessiva della manovra.

Difesa e rimbalzi. Un'altra svolta rispetto alle ultime gare è arrivata dalla difesa. Oltre a tenere maggiormente gli uno contro uno, è cambiata la capacità e soprattutto la voglia di aiutare i compagni, chiudendo le porta in aiuto e scalando con tempismo e aggressività sulle penetrazioni. La maggior applicazione si è vista anche a rimbalzo, il tallone d'Achille della squadra. Il gigante Anosike infatti ha catturato 13 rimbalzi, ma di squadra la Grissin Bon ha strapazzato Avellino 38-29.

Tutt'altra cosa rispetto ai 28-35 di Pesaro e il 16-32 di Milano. Copertura a ri,balzo e buona difesa significano poi contropiedi facili, la situazione di gioco in cui Reggio non è seconda a nessuna in serie A. Uno sfolgorante Cinciarini da 13 assist (record personale) e poche soluzioni uno contro uno, sono poi la ciliegina sulla torta a una gara da incorniciare e da tenere a mente da qui a fine maggio.

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