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Rimborso spese fittizio? Dirigenti inibiti due anni

Rimborso spese fittizio? Dirigenti inibiti due anni

Il calcio dilettanti è scosso dalla decisione della Corte Sportiva d’Appello che ha squalificato Monelli e Giroldi per un accordo economico con Esposito

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SAN POLO. Due anni di inibizione per i dirigenti Daniele Giroldi (presidente) e Nello Monelli (diesse), un anno di squalifica per il calciatore Arcadi Esposito e mille euro di multa alla Virtus Libertas. Cade come una scure il provvedimento della Corte Sportiva d'Appello, che nel corso della sessione del 9 marzo ha inflitto tre pesanti squalifiche ai due ex dirigenti della Sampolese e al 23enne calciatore reggiano, ora residente in Inghilterra. Il motivo? L'aver sottoscritto accordi economici in cambio di prestazioni sportive, pratica vietata nel calcio dilettantistico, come stabilito dal Codice di Giustizia Sportiva.

I fatti. Secondo quanto ricostruito dal procuratore federale Vincenzo Postiglione, nel corso della scorsa stagione sportiva, il direttore sportivo della Sampolese, Nello Monelli, avrebbe "sottoscritto un accordo economico mediante scrittura privata - si legge nel comunicato della federazione regionale che certifica il deferimento - con la quale la società si impegnava a versare, per la stagione sportiva 2013/2014, al calciatore Arcadi Esposito, la somma complessiva di 3.200 euro (400 euro distribuiti in 8 mensilità)".

L'ex presidente. Il provvedimento riguarda anche l'ex presidente della Polisportiva Sampolese (ora unitasi alla Termolan Bibbiano per formare la nuova società ASD Virtus Libertas), Daniele Giroldi, il quale "nella sua qualità di presidente - si legge nel documento - era a conoscenza e compartecipe dell'accordo economico con il quale la società si impegnava a versare al calciatore la somma". "Sì, ero a conoscenza che il nostro direttore sportivo, Monelli Nello, era stato delegato alla sottoscrizione della scrittura privata", ha dichiarato alla giustizia sportiva l'ex presidente della Sampolese.

Il calciatore. Il giovane reggiano è stato squalificato per 12 mesi dall'attività sportiva. L'ex giocatore di Lentigione, Castellarano e Sampolese ora milita in Inghilterra, al FC Mickleover, squadra della First Division South. La squalifica entrerà in vigore dal momento in cui il giocatore reggiano decidesse di tornare in Italia e di firmare con una qualsiasi società affiliata alla Figc.

I retroscena. La vicenda di Esposito, più che per la gravità della pena inflitta a giocatori e dirigenti, ha scosso il mondo del calcio dilettantistico reggiano per le modalità con cui si è arrivati al deferimento. "L’accordo sottoscritto non era a titolo di accordo economico - ha scritto il giovane nella sua memoria difensiva - ma si trattava esclusivamente di un rimborso spese".

Proprio questo infatti è il meccanismo con cui, da sempre, le squadre dilettantistiche di fatto modellano la norma sui pagamenti. Ciò che ha fatto scattare il provvedimento è proprio l'aver palesato, forse con ingenuità, una pratica che è di fatto una realtà ben nota.

Oltre al danno, per il giocatore è arrivata anche la beffa. Esposito, infortunatosi il 15 settembre del 2013, al tempo aveva pagato di tasca propria le spese mediche, che sommate alle spese per spostamenti, lavanderia e allenamenti sarebbero ammontate a oltre 3.300 euro, di cui solo 2.800 gii sono stati rimborsati dalla società. (d.v.)

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