Tavecchio chiede una curatela per Baraldi meglio partire dalla D
PARMA. Fari puntati sul tribunale civile, udienza davanti al tribunale fallimentare di Parma che giovedì mattina alle ore 10.30 sarà chiamato a decidere il futuro del club crociato. Sarà un collegio...
PARMA. Fari puntati sul tribunale civile, udienza davanti al tribunale fallimentare di Parma che giovedì mattina alle ore 10.30 sarà chiamato a decidere il futuro del club crociato. Sarà un collegio formato da tre giudici a dichiarare la società dell’ex presidente Ghirardi insolvibile. Un’udienza a porte chiude.
E’ questa l’unica soluzione per poter fare affidamento sui 5 milioni di euro messi a disposizione dalla Lega Pro.
«Il caso Parma? Intanto lo abbiamo parzialmente risolto, per ora portiamo avanti un campionato regolare. Ci sono ora norme che non permetteranno più casi come quello del Parma». Lo ha detto Carlo Tavecchio, presidente della Figc, a margine della presentazione dell’amichevole Italia-Inghilterra in programma il prossimo 31 marzo allo Juventus Stadium. «Il Parma sta giocando, abbiamo portato le provvidenze per finire il campionato, spero che la curatela, che il presidente del tribunale conceda l'esercizio provvisorio. Dopodiché si aprirà un'altra questione che è quella dell'iscrizione ai campionati a seconda di quella che sarà la sua classifica. Se dovrà iscriversi in serie B, bisognerà costituire una nuova società che prenda in carico quello che è stato il pregresso e parzialmente i calciatori dovranno avere il ristoro che si meritano».
In pratica la nuova società se vorrà iscriversi alla serie B dovrà ripianare i debiti che il Parma ha nei confronti dei tesserati alla Figc: giocatori, tecnici, medici, dipendenti. Stipendi dell’attuale stagione. Una montagna di milioni che rende più realista un’altra soluzione: ripartire dalla serie D.
E’ quello che ha auspicato anche Luca Baraldi rimarcando: «Penso che il Parma dovrà ripartire dalla serie D, ma non tutti i mali vengono per nuocere, magari la città può ripartire da un progetto di sport fresco, diverso». E non a caso c’è già la disponibilità da parte dell’imprenditore Dallara e del sindaco Pizzarotti. «Regolarità del campionato? Alcuni giocatori che hanno mercato dopo giovedì potrebbero chiedere la messa in mora del club e questo aspetto potrebbe indebolire il Parma, senzatrascurare il danno patrimoniale».
Manenti, nel frattempo, da una parte smentisce la richiesta di 5 milioni al faccendiere Proto ma in realtà potrebbe essete questa l’unica soluzione anche se è evidente che tutto dipenderà dalla decisione di giovedì del tribunale.
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