«Salviamo almeno il quarto posto»
Basket A: l’ex coach biancorosso “Mondo” Vecchi commenta l’ennesima brutta figura in trasferta della Grissin Bon
REGGIO EMILIA. «È da inizio stagione che continuiamo ad aspettare che qualcuno torni in forma e che la squadra sia al completo: una serie così continua d’infortuni non l'ho mai vista, ma forse bisogna iniziare a pensare che la situazione sia questa e quindi dobbiamo conviverci».
Non le manda certo a dire Raimondo Vecchi. L'ex allenatore di Pallacanestro Reggiana e Viola Reggio Calabria e voce di E-TV non condanna nessuno, ma a due mesi dall'inizio dei playoff sottolinea i tanti campanelli d'allarme che risuonano con sempre maggiore frequenza a Reggio.
Oltre alla condizione fisica i problemi toccano diversi altri aspetti, che vanno dalla situazione psicologica e tecnica della squadra fino ad alcune scelte e decisioni prese a bordo campo e fuori.
Vecchi, si aspettava una gara così dopo la bella prova contro Avellino?
«È complicato dare un giudizio complessivo – afferma pensieroso il "Mondo" – ogni critica e valutazione che si potrebbe fare non può che scontrarsi con i tanti problemi fisici e la condizione della squadra».
Neanche Roma se la passava benissimo però.
«È fuor di dubbio che la Grissin Bon abbia disputato una partita davvero orribile e che in campo si sono viste delle assurdità tattiche e tecniche. Allo stesso tempo però è difficile slegare la situazione fisica della squadra dai 20 rimbalzi in più concessi a Roma e dai tanti errori commessi in partita dai reggiani».
Si può dire che è tornato il mal di trasferta?
«No, non direi. Già con Varese abbiamo rischiato di farci rimontare contro una squadra molto inferiore, mentre con Trento si è vinto anche giocando male. I problemi restano, ma in casa, grazie al pubblico, si riescono a superare».
Con Cinciarini in difficoltà fisica e mentale sono mancate le alternative?
«Quando in una gara Cinciarini tira sei volte da tre e Diener solo quattro, per forza c'è qualcosa che non va e non solo sul piano fisico».
Si riferisce all'utilizzo dell'americano?
«Se tesseri Diener lo devi mettere in condizione di tirare, non di portare palla con fatica e fare il playmaker. Servirebbero blocchi e azioni costruite per lui, come facevo io per Rustichelli o si faceva per Morse».
Il talento di Mussini non si discute, ma anche a Roma non ha inciso: potrebbe essere utilizzato meglio?
«Mussini è giovane e deve avere il tempo di maturare. Uno con il suo talento offensivo, con quella facilità nel segnare, non può essere criticato per una serata storta. La questione è un'altra».
Cioè?
«Se si pensa che contro i playmaker fisici ci siano dei problemi negli accoppiamenti con lui e che per questo Diener debba portare palla al suo posto, stancandosi e perdendo pericolosità offensiva, anche qui c'è qualcosa che non va. Musso fino a questo momento non ha ancora fatto molto come playmaker, ma gli va lasciato il tempo di crescere. E continuo a condividere la scelta di puntare su di lui al posto di Filloy».
Un altro giocatore ancora limitato da infortuni e condizioni fisiche e Darjus Lavrinovic: cosa può dare da qui ai playoff?
«Tecnicamente non si discute. Ha giocato come pivot basso, passa e tira bene da fuori ed è lungo. Il basket però forse sta andando in un'altra direzione. La tecnica continua a servire, ma a questa ora va accompagnato una certa dose di fisicità. Per fare un esempio: Lawal di Sassari sa solo schiacciare e saltare e tecnicamente non vale la metà di Lavrinovic, ma tra i due ora prenderei Lawal».
Anche lui però viene da un infortunio e non è ancora al meglio. Quando si potrà dare un giudizio completo sulla squadra?
«È da inizio anno che andiamo avanti così: mi ricordo che già ad ottobre si facevano questi discorsi e tutti con ragione. Questo atteggiamento rischia però alla fine di essere un alibi perenne. E allora forse bisogna smetterla di pensare a quando torneranno tutti i giocatori e in che condizioni e mettersi il cuore in pace».
Basta aspettare quindi?
«Dalla Salda lunedì ha detto che per fortuna mancano ancora due mesi prim adi arrivare ai playoff. E allora speriamo di arrivarci nel migliore dei modi».
A proposito di playoff: bisogna guardare più al secondo o al quarto posto?
«Al quarto posto tutta la vita. Ormai la speranza di vedere Sassari arrivare quarta e quindi di non incrociare né lei né Milano prima della finale, è sfumata temo».
Ma allora il quarto posto è in pericolo?
«No, no. Mancano ancora otto gare alla fine abbiamo sei punti più lo scontro diretto a favore con Trento, mentre a Brindisi abbiamo vinto di 40 punti e la differenza canestri è assicurata. Fatti i conti ci bastano quattro vittorie».
Sabato prossimo a Reggio arriva la Virtus Bologna: secondo lei è il momento giusto per il derby?
«La Virtus fisicamente c'è, ma ai muscoli unisce anche un buon talento. Non è una gara assolutamente scontata, ma quando gioca tra le mura domestiche, la squadra ha sempre dimostrato di poter dare qualcosa in più».
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