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un baby GRANATA al debutto

Ceccarelli: «Ho rischiato l’espulsione più rapida del mondo»

Ceccarelli: «Ho rischiato l’espulsione più rapida del mondo»

REGGIO EMILIA. Classe '97, diciotto anni da compiere per Riccardo Ceccarelli, accento umbro e scuola Chievo, è l'ennesimo giovane che il tecnico Alberto Colombo ha fatto debuttare. «Sono i miei primi...

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REGGIO EMILIA. Classe '97, diciotto anni da compiere per Riccardo Ceccarelli, accento umbro e scuola Chievo, è l'ennesimo giovane che il tecnico Alberto Colombo ha fatto debuttare. «Sono i miei primi minuti da professionista – rimarca – e ringrazio la squadra ed il mister per questa opportunità, da parte mia metto il massimo impegno ogni allenamento per migliorarmi e farmi trovare pronto. Reggiana-Gubbio la ricorderò particolarmente».

Un debutto con cartellino giallo?

«Stavo per collezionare l'espulsione più veloce del mondo».

Come ha vissuto i momenti cruciali del match dalla panchina?

«Il pallino del gioco è sempre stato nelle nostre mani ma loro hanno segnato, a mio parere sbagliandosi a tirare ma trovando un bel gol, su un nostro svarione; dopo abbiamo reagito bene come sempre ci capita appena andiamo sotto e stavolta abbiamo ottenuto questa vittoria importante».

Con l'uomo in più nella ripresa è stato più facile?

«Questo ci ha agevolato perché nel primo tempo loro si chiudevano ma sono convinto che, col gruppo che abbiamo, alla fine la vittoria sarebbe arrivata comunque».

Quali sono le sue caratteristiche?

«Sono un centrocampista destro, mi ritengo più giocatore di qualità che di quantità».

E’ sicuro di venire dal Chievo?

«Sono nativo di Terni ma arrivo da tre stagioni importanti a Chievo, tra Giovanissimi e Allievi Nazionali: sono fortunato ad essere arrivato a Reggio dove ho trovato una società ed un gruppo importanti che mi aiutano. Vi faccio un esempio essendo uno dei più piccoli: i più "anziani" mi trattano come un figlio mentre i più giovani come un fratello minore».

Cosa chiede a questo finale di stagione?

«Spero che sia buono per la squadra arrivando il più in alto possibile mentre personalmente spero di crescere ma non mi pongo un obiettivo particolare».

E' vero che la società punta molto su di lei?

«Adesso non riesco a rispondere a questa domanda, forse va posta ad altre persone».

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