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Il Parma dichiarato fallito ha 218 milioni di debito

Il Parma dichiarato fallito ha 218 milioni di debito

Il tribunale ha disposto l’esercizio provvisorio e indicato due curatori fallimentari Il “buco” nei confronti dei giocatori è di 63 milioni di euro, ripartirà dalla serie D

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PARMA. Il Tribunale di Parma ha dichiarato il fallimento del Parma calcio, disponendo contestualmente l’esercizio provvisorio del club. Nella stessa sentenza, il tribunale ha designato Pietro Rogato come giudice delegato e nominato Angelo Anedda, presidente dell’ordine dei commercialisti del Parma, e Alberto Guiotto quali curatori fallimentari. È durata poco più di 20 minuti e si è svolta rigorosamente a porte chiuse l’udienza pre fallimentare per il Parma Calcio. Giusto il tempo necessario alla Procura e ai creditori di ribadire la necessità di far fallire la società gialloblu. L’avvocato Osvaldo Riccobene, membro del collegio sindacale, che rappresentava il Parma, nel corso dell’udienza non si è opposto. Insieme a lui c’era anche Marco Preti, direttore amministrativo e finanziario del club. Nessuna traccia, invece, dei rappresentanti del presidente Giampiero Manenti, da ieri in carcere a San Vittore. Al collegio presieduto da Pietro Rogato, Manenti aveva comunicato di non avere intenzione di presentarsi in udienza, che si è svolta in maniera perfettamente regolare.

I debiti complessivi del Parma ammontano a 218.446.754,61 euro, con un patrimonio netto negativo di 46.696.901 euro. È il dato contenuto nella sentenza di fallimento del club ducale pubblicata dal Tribunale. Secondo le informative depositate dalle Guardia di Finanza lo scorso 16 e 17 marzo il Parma Fc ha pure, scrive la sentenza, «un ingente debito sportivo (stimabile allo stato in euro 74.360.912 di cui 63.039.920 nei confronti dei calciatori tesserati, salvi ulteriori e più approfonditi accertamenti». Per questo motivo, conclude il giudice Pietro Rogato, «lo stato di insolvenza appare conclamato ed irreversibile».

Un indebitamento nei confronti della Figc che esclude la possibilità di salvare la categoria, anche in caso di serie B perché nessuna nuova società potrebbe accollarsi tale debito. Per questo motivo il futuro del calcio crociato è legato, se va bene, alla partecipazione al campionato di serie D.

A chiedere il fallimento del Parma Fc sono state anche delle vecchie conoscenze del calcio granata come Antonio Imborgia, ex giocatore della Reggiana, il procuratore Bruno Carpeggiani.

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