Virtus, sfida aperta a Reggio «Sarà il derby dell’Emilia»
Crovetti: «La Grissin Bon è forte ma sfortunata. E noi puntiamo a tornare grandi»
REGGIO EMILIA. «Un bel primo turno di playoff tra Reggio e Virtus non sarebbe male». Questo l'augurio di Sandro Crovetti, reggiano d'adozione e ora direttore sportivo della Virtus Bologna a due giorni dalla sfida con i biancorossi di sabato sera. Un derby davvero particolare, che per una volta vede Reggio guardare i bolognesi dall'alto in basso, forte degli 8 punti di vantaggio sulle V Nere. Un derby che arriva in un momento non facile per i biancorossi, che tra infortuni, problemi di gioco e di fiducia sono nel momento forse più difficile della stagione, mentre Bologna ci arriva dividendosi con Trento il ruolo di sorpresa del campionato. «Ogni volta che torno a Reggio per me è un derby - racconta Crovetti - A Reggio ho iniziato la mia carriera nel basket nel 1987, con Prandi presidente, Morse, Brumatti e Rustichelli in campo. A Reggio poi sono cresciuto e la mia famiglia vive lì: è come un ritorno a casa».
Si aspettava una Virtus così in alto in classifica a questo punto della stagione?
«Certamente no. I risulta sono superiori alle aspettative. Affrontiamo una gara alla volta e grazie a una pressione moderata abbiamo avuto la tranquillità per poter affrontare la stagione come la prima di un processo di ricostruzione».
Poca pressione a Bologna?
«La società è stata chiara fin da subito. Il presidente Villalta ha detto che questo sarebbe stato un anno zero e che l'obiettivo della squadra era conquistare la salvezza nel più breve tempo possibile, cosa che ormai può dirsi fatta. Ora però non ci accontentiamo».
Il pubblico della Virtus è abituato ad altri palcoscenici.
«I nostri tifosi sono legati alla squadra, perché vedono che in campo dà tutto quel che ha e forse anche di più. Abbiamo battuto Sassari, Brindisi, Reggio e Cantù, squadre ben più attrezzate di noi».
Come si vive in casa Virtus questo derby?
«La Grissin Bon è una squadra di alta classifica, che è stabilmente tra le prime quattro del campionato. Faccio i complimenti a tutta la società, a partire dal mio vecchio compagno di banco Stefano Landi. Per noi sarà una partita in salita».
E il fatto che la Grissin Bon sia considerata da molti più forte della Virtus?
«In questo momento Reggio è davanti a noi, non c'è niente di male nell'ammetterlo. Sta vivendo la sua miglior stagione, mentre noi stiamo risalendo per tornare al più presto ad alti livelli».
Reggio arriva alla sfida in un momento complesso e con molti infortuni. Paga forse alcune scelte relative all’età dei giocatori?
«Non so se l'età sia determinante, anche perché a Reggio ci sono anche diversi giovani, e anche loro si sono fatti male. Ci sono cose che si possono controllare e altre no; Reggio è stata anche molto sfortunata quest'anno».
Bologna invece ha puntato su giovani italiani e americani, assieme a giocatori esperti e dal rendimento sicuro come Allan Ray.
«Il budget è la variabile determinante. Abbiamo costruito la squadra con il budget più basso del campionato dopo quello di Pesaro, mentre Reggio doveva affrontare anche l'Eurocup e quindi ha cercato giocatori esperti, anche perché puntava a un campionato diverso rispetto a noi».
A parità di budget avrebbe puntato su una squadra più votata all'atletismo o alla tecnica?
«Non è facile rispondere. L'impronta fondamentale la dà l'allenatore. Io conosco bene Valli, con lui ho lavorato già quattro anni a Ferrara e Montegranaro. Non c'è una formula, a volte è più facile ricostruire una squadra da zero che aggiungere qualcosa».
A Reggio si scrive e si dice che la Grissin Bon sia la prima squadra della regione. A Bologna che ne pensano?
«Qui quella voce non è ancora arrivata. Posso rispondere che oggi Reggio è davanti, ma se diamo un'occhiata al palmares allora le cose cambiano».
Le piacerebbe un primo turno playoff Reggio-Bologna?
«Mi piacerebbe molto, anche se è presto per fare calcoli».
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