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La Grissin Bon domina la Virtus

di Daniele Valisena
La Grissin Bon domina la Virtus

Derby condotto dall’inizio alla fine: Kaukenas e Lavrinovic i trascinatori, stoico Cinciarini

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REGGIO EMILIA. «Sicuri di essere la vera Baskettopoli? Non vi manca qualcosa?». Questo chiedevano, con chiara ironia, i tifosi bolognesi ieri al PalaBigi. Di certo non il cuore e la grinta, e nemmeno quel che serve per aggiudicarsi questo derby.

Linea verde. Mussini e Pechacek in quintetto per Menetti, che lancia un messaggio ai suoi giovani, gettandoli subito nella pugna. Bologna risponde con una difesa a tutto campo di straordinaria aggressività fin da subito. Nei primi 30'' c'è tutta la gara: Polonara si getta a terra, Mussini difende forte su Gaddy, Pechacek infila un tap-in lottando. Il manifesto di una partita che non resterà nella storia per la bellezza, ma in cui la Grissin Bon non può e non vuole far mancare energia.

Brutti ma buoni. Non si segna mai, ma è con la difesa che Reggio resta a galla. Reddic e White però vicino a canestro fanno valere la loro fisicità e la Virtus riesce a ottenere punti facili dalla lunetta. Dopo 5' Reggio guida 10-8. Entra Della Valle, che segna col fallo in transizione, poi si gira verso la curva e come Harden fa segno che "sta cucinando qualcosa di buono". Cinciarini, nonostante la tendinite, dà un paio di sgasate delle sue, regalando due bei canestri in contropiede, mentre Big Darjus fa il suo vicino a canestro. Con 3'53'' da giocare Menetti butta in campo anche il 17enne Strautnis, alla seconda presenza. Doppio derby per Pini, ex Fortitudo, che nonostante qualche errore vicino a canestro si batte come un dannato. Due liberi di Diener portano Reggio sul 15-14, che dopo 10' è avanti tirando col 24%.

Legna e sudore. Il secondo periodo parte all'insegna della "falegnameria cestistica" in difesa, che però porta i suoi frutti e copre le difficoltà offensive di Reggio. Dopo 13' un canestro di Polonara che assomiglia più a una scena di “Scuola di Polizia” che a un'azione di gioco porta Reggio sul + 4, ma Ray pareggia sul 19-19 al 14'.

Gioielli del Baltico. Polonara in penetrazione pesca il terzo fallo di Mazzola, mentre Valli regala un tecnico ai reggiani. Kaukenas dipinge un assist in salsa lituana per l'amico Lavrinovic e Reggio vola sul 24-19 al 16'. Darione risponde a White, infilando una tripla dal nulla, mentre Kaukenas finalizza in contropiede: +9 Reggio al 17'. Quando Diener stoppa Ray anche il Bigi inizia a crederci. Un paio di errori banali poi riportano la Virtus sotto, e il quarto si chiude 33-27.

Old School. Nel terzo periodo Big Darjus porta a scuola un paio di volte Reddic vicino a canestro, poi Kaukenas infila la bomba del 37-27 al 23'. Ancora Lavrinovic, sfruttando uno splendido assist di Mussini infila il +12. Bologna è confusa, time-out Valli. Poco male, perché subito dopo il lituano ruba la palla che Polonara schiaccia in contropiede.

Orgoglio Virtus. Sembra l'inizio della fuga, ma le V Nere non mollano e prima con White, poi con Ray si riportano a -8 con 4'30'' sul cronometro del terzo. La gara si fa più fluida, con Lavrinovic che prende in mano l'attacco biancorosso, dispensando primizie a tutti. Bologna però resta in scia. Cincia dà un'altra sgasata, con Reggio che tocca di nuovo il +11 al 29'. Il terzo periodo si chiude 52-42.

Musso. Mussini in difesa è commovente, tenendo bene su Mr. Allan Ray e infilando un canestro da prestigiatore su Hazel, mentre Diener difende alla morte sullo stesso Ray, recuperando un pallone preziosissimo, ma Della Valle si mangia da solo in contropiede il +14. Reggio si aggrappa alla difesa. Manca l'ultima stoccata. Una bomba del capitano riporta Reggio a +11, che poi regala a Kaukenas il pallone del +13 a 3'20'' dalla fine. Negli ultimi minuti Reggio è in riserva e Bologna ricuce, ma Polonara inchioda gli ultimi due chiodi alla bara bianconera. Il derby è reggiano.

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