Degenkolb, volata di forza alla Milano-Sanremo
ROMA. La Milano-Sanremo parla tedesco. Ha vinto in volata John Degenkolb di potenza, alla fine di una gara faticosa, con molte cadute, di cui una rovinosa (il danese Jensen è finito in ospedale). Il...
ROMA. La Milano-Sanremo parla tedesco. Ha vinto in volata John Degenkolb di potenza, alla fine di una gara faticosa, con molte cadute, di cui una rovinosa (il danese Jensen è finito in ospedale). Il tedesco della Giant-Shimano ha strappato la vittoria al norvegese Alexandr Kristoff che a cento metri dall'arrivo già pregustava un prestigioso bis, dopo il trionfo del 2014. Terzo, l'australiano Michael Matthews.
Per i colori italiani non è andata male: Niccolò Bonifazio è quinto, Davide Cimolai ottavo. La quarta piazza è di Peter Sagan slovacco ma da molti anni trapiantato in Italia. La grande classica di primavera si è svolta per circa 5 ore sotto la pioggia e il vento, ma non ha lesinato emozioni. Niente sole a Milano: ci sono 9 gradi e i 199 corridori indossano mantelline e guanti, che sostituiranno varie volte in corsa. Una fatica in più per i corridori alle prese con i 293 km della più lunga fra le corse in bicicletta. Al via 25 squadre e un pacchetto di big: Nibali trionfatore dell'ultimo Tour, Kwiatkowski campione del mondo, Kristoff vincitore nel 2014, Cavendish re dello sprint e poi Cancellara, Sagan, Degenkolb, Pozzato, ultimo italiano a vincere la classica nel 2006. C'era anche la Novo Nordisk team americano di ciclisti diabetici. Uno di loro, Andrea Peron, ha fatto parte del gruppo di 11 andati in fuga subito dopo il via, e rimasti in testa fino a 38 km dall'arrivo. La corsa entra nel vivo sul Poggio, come da tradizione. Su quei 4 km scarsi con pendenza fino all'8%, cominciano gli attacchi. Ci prova Matteo Bono, poi il tedesco Van Avermaet, Daniel Oss, il britannico Thomas, ma vengono ripresi. In discesa tante cadute, il gruppo si allunga e si fraziona.
I migliori restano sempre in ombra: è dietro Nibali, lontano dalla migliore condizione, e così Cavendish, Bouhanni e Greipel che arrancano nelle retrovie. A 7 dall’arrivo Luca Paolini aveva preso la testa di una ventina di corridori, quelli che arriveranno a Sanremo, lasciando gli altri indietro. Nel rettilineo Kristoff parte come un treno, la locomotiva tedesca gli si affianca e lo supera di un niente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
