La Reggiana gioca da capolista
Non va oltre il pareggio ma mette alle corde l’Ascoli colpendo anche due clamorosi pali
ASCOLI PICENO. La Reggiana gioca da capolista in casa dell’Ascoli e solo per sfortuna (due pali colpiti) torna a casa con un solo punto. Un pareggio che ha il sapore della vittoria per le occasioni avute e per la prestazione offerta. E’ stata certamente la miglior prestazione dei granata in trasferta ma anche di tutta la stagione se teniamo conto del valore dell’avversario.
Un punto guadagnato o un'occasione gettata al vento per ridurre il distacco in classifica dall'Ascoli Picchio? La difficile trasferta al "Del Duca" ha ampiamente rispettato le ottime premesse che c'erano lasciando la Reggiana con questo interrogativo al quale sembra davvero difficile dare una risposta corretta.
Di fronte c'era il miglior attacco del girone che è stato ben mantenuto, una squadra che ha costruito le proprie fortune tra le mura amiche e che era in cerca di riscatto dopo due brutti pareggi.
E domandarsi il motivo dell'incredibile ruolino di marcia interno dell'Ascoli (migliore forza in casa proprio con la Reggiana) non è poi così tanto difficile. La Reggiana ha dovuto giocare oltre che con una diretta concorrente per la promozione anche contro un ambiente infuocato.
Ma ha anche saputo dimostrare da subito che il suo percorso esterno aveva bisogno di essere cambiato per poter ambire alla serie cadetta, spegnendo l'entusiasmo dei tantissimi accorsi dopo soli quattro giri di lancette.
Ci ha pensato Mignanelli a far calare il silenzio al Del Duca, con una violenta conclusione che ha messo la partita della Reggiana su binari favorevoli, anzi favorevolissimi. Perché il vantaggio della partenza sprint ha ovviamente aiutato i ragazzi di Colombo a gestire meglio la partita, fatta di un pressing ben eseguito che ha imbrigliato la manovra dell'Ascoli, incapace a lunghi tratti di risollevarsi e di rispondere allo shock dovuto al mancino di Mignanelli.
Ma i padroni di casa sono stati bravi, e anche un po' fortunati, a trovare il pareggio con la prima vera palla gol. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo la sponda di Mengoni ha trovato Altinier. Il suo colpo di testa è stato tutt'altro che preciso, ma la carambola su Vacca che ha fatto terminare la sfera in rete ha improvvisamente riequilibrato il match (27'). Per un Ascoli Picchio fortunato, c'è una Reggiana che potrebbe (e dovrebbe) imprecare contro la sfortuna che ha incontrato e che si è opposta al nuovo vantaggio ospite per due volte nel giro di soli cinque minuti su Siega. Al 35' la sua conclusione sbatte contro il palo, colpisce la schiena di Lanni che si ritrova poi miracolosamente la sfera tra le mani. Al 40' il numero undici in maglia granata deve ancora fare i conti con la sfortuna e con un incrocio dei pali che si oppone al suo splendido tiro dalla distanza. L'Ascoli si fa vedere nuovamente in avanti in chiusura di primo tempo, Feola è straordinario e si guadagna lo stipendio lasciando il punteggio sull'1-1 pochi secondi prima del duplice fischio. Qualcosa sembra essere cambiato di ritorno dagli spogliatoi. La stanchezza per aver disputato un primo tempo a grandi ritmi sommata alla buona volontà dell'Ascoli di iniziare finalmente a fare la partita costringe la Reggiana a starsene dietro senza riuscire a controbattere alle avanzate dei padroni di casa. Ma le più nitide palle gol sono ancora per la squadra di Colombo. Lanni per due volte respinge in corner due buone giocate di un propositivo Angiulli che però macchia un'ottima prestazione quando si ritrova in contropiede in campo aperto in un tre contro uno sbagliando il passaggio che avrebbe potuto decidere l'incontro. L'uno a uno rimane così caratterizzato da qualche rimpianto e da quell'interrogativo che però, tutto sommato, sembra possa essere risolto vedendo il bicchiere mezzo pieno. Perché la Reggiana ha giocato un'ottima gara, dimostrando ancora una volta di trovarsi lassù in classifica meritatamente. Con la consapevolezza di poter ancora migliorare.
Paolo Radini
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