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Il bomber Giovanni Zanni è arrivato a quota 250 gol

di Alessandro Zelioli
Il bomber Giovanni Zanni è arrivato a quota 250 gol

L’attaccante reggiano ora gioca nel Real Panaro: «Dedico questo traguardo a mia moglie e alla nostra bambina, che abbiamo perso un anno e mezzo fa»

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REGGIO EMILIA. Da un paio d'anni non abita più a Reggio ed ora gioca nella squadra modenese di Bomporto, ma Giovanni Zanni, attaccante classe 1979, è comunque un volto noto del calcio dilettantistico di casa nostra. E domenica, con la doppietta che ha steso il Viadana, ha anche tagliato il traguardo dei 250 gol.

Alla sua età non ha ancora perso il vizietto del gol?

«A Bomporto mi trovo bene. La società non mi fa mancare niente. Io cerco di ripagarla con la mia esperienza e, soprattutto, con i gol. In fondo è questo che si aspettano da me».

Una stagione iniziata nella squadra del paese dove vive ora, Sant'Agata Bolognese, in Seconda, e poi a gennaio il "salto" in Prima.

«Per questo sono rimasto un po’ indietro. Nella Santagatese ho fatto 5 gol. Ora sono a quota 3 con il Real Panaro. Negli anni però sono sempre andato in doppia cifra. Spero di ripetermi anche quest'anno».

Tuttavia il Real Panaro rischia di retrocedere.

«Questa è però una realtà che pensa ancora da "Eccellenza". Hanno incontrato difficoltà, ma ci sono tutti i presupposti per lottare sino alla fine. Quando sono arrivato a Bomporto la situazione era molto critica. Ora sembra abbiamo trovato il modulo e lo spirito giusto. Sono molto fiducioso. Abbiamo centrato il primo obiettivo, che erano i playout».

Una vita calcistica girando l'Emilia, la sua. Pensa di fermarsi a 36 anni?

«Non faccio pensieri a lunga scadenza, ma giocherò finché la voglia rimane e riuscirò ancora a far gol. Certo, di squadre ne ho cambiate tante, partendo dal settore giovanile della Reggiana, che mi scartò per il mio fisico poco da attaccante».

Ha qualche rammarico?

«È una storia vecchia, però indelebile. Dopo Reggiolo mi contattò il Grosseto, che ancora doveva completare l'iscrizione. Era in bilico tra la serie D e la C2. Rimase tra i professionisti e vinse il campionato, salendo in C1. Rifiutai scegliendo Scandiano. Col senno di poi, chissà. Forse ho avuto poca fortuna».

A chi dedica il traguardo importante dei 250 gol?

«A mia moglie Manuela e a mia figlia Hoara, che purtroppo abbiamo perso da un anno e mezzo. Quella è una grossa ferita che non si rimarginerà mai. Ma anche a papà Silvano e Anna, oltre ad Emilio di Reggio Sport che mi ha fatto la maglia commemorativa».

C'è un gol che tiene più caro degli altri?

«Hanno sempre detto che ho caratteristiche simili a Pippo Inzaghi, e come lui, col dovuto rispetto, non conservo memoria dei gol più o meno belli, ma li ricordo tutti. Fare gol – conclude Giovanni Zanni – non è mai facile. In nessuna categoria».

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