Il diesse Mori: «Un doppio salto di categoria senza eguali»
BORETTO. «Una vittoria può anche arrivare per caso. Due di fila no». Così domenica sera il capitano del Boretto, Corrado Boccazzi, ha salutato, col suo discorso, i tantissimi tifosi accorsi al bar...
BORETTO. «Una vittoria può anche arrivare per caso. Due di fila no». Così domenica sera il capitano del Boretto, Corrado Boccazzi, ha salutato, col suo discorso, i tantissimi tifosi accorsi al bar Roma per festeggiare il passaggio in Promozione. In effetti, se si analizza l'impressionante ruolino di marcia del Boretto di questi ultimi due anni, emergono numeri che denotano in pieno la compattezza di questa squadra: tra Seconda e Prima categoria i biancazzurri hanno disputato (con tre match ancora da giocare) 53 partite con un totale di 31 vittorie, 19 pareggi e solo 3 sconfitte, con 100 gol fatti e 50 subiti. Cifre che potranno essere ulteriormente migliorate e che spiegano l'entusiasmo di una piazza che negli ultimi due anni è arrivata a innamorarsi della squadra, con un trasporto e una passione che hanno superato – in tutti questi mesi – chilometri e intemperie. Un entusiasmo che si è perfettamente amalgamato con la crescita esponenziale della squadra e l'organizzazione della società che, dall'avvento del presidente Antonio Manotti (risalente a sette anni fa) ha saputo ripartire dalla Terza e arrivare alla Promozione, sempre con un occhio di riguardo per la “borettesità”. Una persona che gioisce in modo particolare per questo successo è il direttore sportivo Maurizio Mori. Anche lui borettese (anche se da anni residente a Gualtieri), la doppia promozione ha per lui un significato speciale perché la sua prima esperienza a Boretto, alcuni anni fa, era culminata con la retrocessione in Terza categoria. Un addio che aveva lasciato l'amaro in bocca al direttore sportivo, poi coinvolto nuovamente nel Boretto grazie all'approdo in panchina di mister Iotti, con il quale forma un binomio inscindibile.
«Con il mister c'è un ottimo feeling – spiega Mori – e con lui si riesce a collaborare bene perché ha le idee chiare. E' stato lui a scegliere gli uomini e a prendere le decisioni, io sono stato l'esecutore. Questo successo rappresenta per me una grande rivincita, perché da borettese non potevo perdonarmi quella retrocessione. Già l'anno scorso la soddisfazione era stata immensa, quest'anno ancora di più». Mori da una vita frequenta il mondo del calcio, e può vantare un passato da giocatore dilettante di un certo livello. «Ho giocato molto e ho anche raccolto dei successi, ma questa doppia promozione ha un sapore speciale, senza eguali. Mi dà la forza per affrontare l’avventura che vivremo il prossimo anno». (a.v.)
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