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CALCIO LEGA PRO

La Reggiana in amichevole col Milan

di Andrea Vaccari
La Reggiana in amichevole col Milan

Il baby rossonero Mastour cresciuto a Reggio è infortunato. Barilli: «È la prima di una serie di operazioni assieme ai rossoneri»

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REGGIO EMILIA. Riportare, anche se solo per una sera, le maglie granata al centro dei riflettori grazie a un’amichevole con una delle squadre più prestigiose del mondo. Questo l'obiettivo della partita in programma domani sera al Mapei Stadium (ore 19) che vedrà la Reggiana affrontare il Milan, in quella che doveva essere una passerella per Hicham Mastour, il talento marocchino cresciuto nelle giovanili granata e che è passato nelle fila rossonere, arrivando già alle soglie della prima squadra. Purtroppo il piccolo “fenomeno” classe 1998, a causa di un infortunio, è stato operato in febbraio al ginocchio e tornerà a giocare solo nelle prossime settimane, facendogli saltare quello che sarebbe stato un piacevole ritorno a casa. Il match è stato presentato ieri pomeriggio dal presidente granata Alessandro Barilli, dal direttore generale Raffaele Ferrara e dal responsabile del settore giovanile granata Fausto Vezzani, che hanno ospitato in sala stampa Filippo Galli, ex colonna del Milan (e per due stagioni capitano della Reggiana) e oggi responsabile del settore giovanile rossonero. «Questa è la prima operazione – ha spiegato Barilli – che si concretizza a seguito del passaggio al Milan di Mastour, e siamo felici di poter ospitare il Milan in uno stadio messo completamente a nuovo e che vedrà la Reggiana esibirsi contro una squadra a dir poco importante. Al di là di Mastour, punta di diamante del nostro settore giovanile, va ricordato che grazie al lavoro di Vezzani molti ragazzi sono andati a giocare in settori giovanili importanti e il direttore generale Ferrara ha dato un impulso decisivo in questo senso. Non è un caso che la linea difensiva della squadra sia composta da due ragazzi del 1994, uno del 1993 e uno del 1992».

Galli non ha mancato di sottolineare gli ottimi rapporti tra le due società, così come il suo trascorso in granata (87 presenze e 2 reti, tra il 1996-97 e l'anno successivo). «Arrivai qui dopo una vita al Milan – ha spiegato l'ex difensore – e vestii con orgoglio la fascia di capitano, anche se retrocedemmo dalla A alla B, e nella stagione successiva non riuscimmo a risalire. Ma al di là di questo, per me sono stati due anni di crescita, sia dal punto di vista umano che professionale. Oggi il settore giovanile rossonero lavora per costruire giocatori che un giorno possano arrivare in prima squadra, insegnando loro un calcio formativo e forgiandoli non solo dal punto di vista tecnico ma anche caratteriale». Non poteva mancare una battuta sulla Reggiana attuale: «Come settore giovanile è doveroso dialogare con le squadre di Lega Pro. E per la Reggiana abbiamo un occhio particolare perché esprime un buon calcio. E confidiamo di vederla presto in altre categorie».

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