Oriundi sì o no? Il ct difende le scelte il calcio si divide
ROMA. Fratelli d'Italia o oriundi, il calcio italiano torna a dividersi su quei campioni con la faccia - e il nome - da straniero. La convocazione del ct Antonio Conte del brasiliano Eder e dell'arge...
ROMA. Fratelli d'Italia o oriundi, il calcio italiano torna a dividersi su quei campioni con la faccia - e il nome - da straniero. La convocazione del ct Antonio Conte del brasiliano Eder e dell'argentino Vazquez (nella foto) in vista del doppio impegno con Bulgaria e Inghilterra riapre il caso oriundi in azzurro. Li boccia Roberto Mancini, secondo il quale «la nazionale deve essere italiana». Li difendono in molti, a cominciare da Conte, che vira anche sul personale: «Sono le regole. Non sono né il primo né l'ultimo a fare convocazioni del genere. E poi le polemiche attorno alla nazionale ci sono sempre, e anche attorno a me..». Al di là delle considerazioni personali, la polemica ha riportato l'attenzione sulla poca visibilità dei giovani made in Italy. Ne aveva parlato Arrigo Sacchi, con annesse polemiche: troppi giocatori di colore nelle giovanili, aveva detto, per sottolineare l'eccesso di stranieri anche tra i ragazzi. Ora il quesito posto da Mancini è diverso, ma collegato. «Penso che un giocatore italiano meriti di giocare in Nazionale, chi non è nato in Italia, anche se ha dei parenti, credo non lo meriti - le parole di Mancini - È la mia opinione. La Germania ha vinto un Mondiale così? Ma i loro giocatori sono nati in Germania...».
La posizione di Mancini non è piaciuta a Conte che non ha perso tempo a puntualizzare. «Si può fare sempre polemica attorno alla Nazionale; io rispetto ogni opinione, avrei voluto vedere questi giocatori un mese fa se ci fosse stato lo stage, ma così non è stato...». Il presidente Figc Carlo Tavecchio, ricorda che «con un oriundo (Camoranesi) abbiamo vinto il mondiale 2006», e sottolinea che «se uno ha la cittadinanza può giocare, è cittadino italiano: il discorso è chiuso». E per dirla con Lippi, forse se gli oriundi «si chiamassero Messi o Cristiano Ronaldo nessuno avrebbe nulla da dire».
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