Gazzetta di Reggio

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Quattro annate e 4 promozioni per mister Iotti

di Andrea Vaccari
Quattro annate e 4 promozioni per mister Iotti

«Ho le offerte, ma non fuggo: il cuore impone di dare la precedenza alla proposta del club»

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BORETTO. Se l'anno scorso poteva essere definito "profeta in patria", stavolta si è guadagnato l'etichetta di "specialista". Quello vinto domenica, per il tecnico Christian Iotti, è il 4° campionato negli ultimi 4 anni: 2 sulla panchina del Lentigione (juniores regionale) e i 2 successivi su quella del Boretto, società in cui è cresciuto come giocatore. Dopo aver conquistato, meno di un anno fa, la Prima categoria, il tecnico 38enne ha portato la "matricola terribile" al doppio salto che ha ubriacato di entusiasmo il paese. Durante la festa di domenica – al termine della spedizione vittoriosa a Cavezzo che ha consegnato al Boretto la matematica certezza del 1° posto nel girone C di Prima categoria – il mister ha suggellato il trionfo legando al collo del leone di San Marco, simbolo del Comune, la sciarpa biancazzurra. Gesto che ha scatenato il tripudio di un centinaio di tifosi.

Mister Iotti, come nasce questo nuovo successo?

«Dopo il successo in Seconda, abbiamo confermato gran parte della squadra e abbiamo inserito alcuni giocatori esperti della categoria come Lorenzini, Caffarri e Domi, in grado di poterci aiutare ad arrivare prima possibile alla salvezza. Con il lavoro, la fiducia, i risultati e la mentalità, questi si sono messi a servizio del collettivo e, con l'apporto decisivo di tutti gli altri, è nato un mix importante che ha visto gli oltre 20 giocatori mettersi tutti sullo stesso livello. L'umiltà di questi ragazzi ci ha portato lontano; si sono messi a disposizione sin dal primo giorno, e a loro non può che andare un mio speciale ringraziamento».

C'è stato un momento particolare in cui avete capito che avreste potuto essere protagonisti?

«Questa consapevolezza è sorta cammin facendo, senza un momento specifico. Certo, già alla dell’andata abbiamo capito che avremmo potuto alzare l'asticella dei nostri obiettivi alla zona playoff, e che, se avessimo mantenuto la stessa umiltà e la stessa voglia di fare, avremmo potuto costruire qualcosa d'importante».

Qual è il filo conduttore di questi due campionati vinti in due anni?

«Dati alla mano, la continuità e la costanza nei risultati. Solo 3 sconfitte in 2 anni, a testimonianza del fatto che questa squadra è stata sempre contraddistinta da un equilibrio incredibile. Di fatto, non siamo mai entrati in una spirale di risultati negativi».

Com'è cambiato il Boretto in questi anni?

«Quando sono arrivato, a vedere la partita venivano 10 persone e c'erano 4 dirigenti. Oggi disponiamo di un tifo enorme e la società si è dotata di una certa organizzazione. Nonostante le tante piccole e grandi difficoltà nelle quali si è trovata a operare, la società è stata sempre presente e disponibile, i dirigenti si sono fatti in 4 per accontentare le mie richieste e non è facile, visto che sono molto meticoloso».

Cosa si prova a rivincere in casa propria?

«A parole non si può esprimere. Sono cresciuto nel mio paese, ho giocato in questa squadra e sento di aver fatto qualcosa di importante, che mi rende orgoglioso».

Il suo nome sarà già sul taccuino di diverse squadre...

«Non nascondo che qualcosa si sia già mosso, ma per ora voglio godermi questo momento. Di sicuro, il cuore mi impone di dare la precedenza alla proposta che mi farà il Boretto. Non fuggo, con la società ci troveremo e vedremo con quali presupposti affrontare questa nuova avventura».

Quali scelte comporterà il passaggio in Promozione?

«Sarà necessario inserire diversi giovani, almeno 7-8, perché ogni domenica ne dovranno scendere in campo obbligatoriamente 3. Senza juniores il compito è arduo, ma non è escluso che, in vista della prossima stagione, possa essere allestita anche una formazione giovanile. Oltre a questi, ci vorranno 3-4 acquisti di categoria per cercare di raggiungere la salvezza, anche se abbiamo già alcuni elementi esperti. Questa rosa, comunque, non va rivoltata come un calzino».

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