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L’Italrugby femminile vola con Di Giandomenico

di Ginevra Del Bene Errico
L’Italrugby femminile vola con Di Giandomenico

Azzurre terze al Sei Nazioni. Il coach ex Reggio: «E’ il frutto di anni di lavoro, un’ipoteca sui Mondiali»

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REGGIO. L'Italia femminile chiude al terzo posto il “Sei Nazioni 2015”, lasciandosi alle spalle Inghilterra, Scozia e Galles, preceduta solo da Irlanda (prima) e Francia (seconda), ma soprattutto segnando il record italiano per questa competizione internazionale. Mai una Nazionale azzurra era arrivata così in alto nella classifica europea. La gloria e l'orgoglio italiano è tutto al femminile grazie a quelle ragazze che, in poche settimane, hanno fatto sognare prima contro la Scozia, poi contro la Francia e infine contro il Galles. Già avevano abituato bene nella scorsa stagione con due vittorie in terra anglosassone, prima con le gallesi e poi con le irlandesi, ma ora si comincia davvero a volare alto. E se si parla di Nazionale femminile non si può non parlare di Andrea Di Giandomenico, head coah delle azzurre, ex giocatore e allenatore a Reggio.

Che emozione è arrivare dove nessuna Nazionale italiana è mai arrivata?

«Ovviamente sono molto orgoglioso per questo traguardo raggiunto – commenta Andrea Di Giandomenico –. Siamo tutti felicissimi, sia per noi che per tutto il movimento femminile. Siamo contenti e consapevoli: sappiamo infatti che questo è stato un risultato non dettato dalla fortuna, ma frutto di anni di lavoro».

Vi aspettavate di arrivare al terzo posto?

«Confermare quello che avevamo costruito negli anni precedenti era il minimo che potevamo fare – spiega l'allenatore della Nazionale femminile –. Per migliorare, l'unica cosa che potevamo fare era portare a casa le tre vittorie. Sicuramente era un obiettivo arduo, ma man mano che giocavamo ed arrivavano i risultati positivi, non ci siamo più posti dei limiti».

Finalmente si parla anche di rugby al femminile.

«Si è riusciti a far parlare del rugby femminile nella giusta misura. Ricordiamoci infatti che il rugby femminile si muove nella sfera dilettantistica – spiega –. La consapevolezza di questo movimento sta crescendo a livello mondiale, e anche noi in Italia seguiamo questo filone. Sicuramente però è un grande successo per noi. Se vincere serve anche a questo, ben venga».

Qual è la ricetta dell'Italdonne per vincere?

«La ricetta è far gestire al gruppo, alla squadra la situazione in campo e la crescita. Il progetto e gli obiettivi che ci poniamo sono vissuti in primis dalle ragazze come protagoniste. Parlando a livello tecnico, le azzurre stanno maturando innanzitutto una consapevolezza difensiva. Da questo punto di vista ritengo che la partita migliore giocata sia stata quella a Londra, dove le ragazze hanno capito di poter difendere ogni offensiva. Dopo di che, sono un gruppo che può dare tanto nell'attacco, vista la loro velocità e la buona visione di gioco».

Si può parlare di Mondiali, ora?

«I Mondiali si disputeranno tra un anno. Sicuramente, dopo questo terzo posto, abbiamo messo un'ipoteca sulla nostra partecipazione, che diventa sempre più probabile. Aspettiamo l'ufficialità – conclude Di Giandomenico – ma siamo abbastanza tranquilli: possiamo definirlo un nostro obiettivo più che plausibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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