La crisi del Cadelbosco scatena offese anonime
Un foglio pieno di insulti lasciato nella cassetta postale di Quinto Contesini Denuncia contro ignoti. Il presidente Pezzarossi: «Gesto di vero sciacallaggio»
CADELBOSCO SOPRA. Gesto di intolleranza condita di offese e parolacce nei confronti del Cadelbosco. Un ultimo posto in classifica ed una retrocessione già da tempo inevitabile, non possono infatti assolutamente giustificare quanto accaduto in paese negli ultimi giorni.
Quinto Contesini, uno dei principali volontari della società biancazzurra, si è visto recapitare, nella propria cassetta delle lettere, un foglio anonimo carico di offese. Nel mirino ci sono diversi esponenti dell'entourage cadelboschese, oltre ad una “proposta” per il ruolo di nuovo futuro presidente. La mano, o le mani, ignote che vanno senza indugio censurate, hanno paragonato il vice presidente Amedeo Boiardi a Giampietro Manenti, l'ex numero uno del Parma coinvolto nel fallimento del club d'oltre Enza. Contesini ha già provveduto a sporgere una denuncia contro ignoti, mentre il massaggiatore Marco "Noce" Rosato è stato pure lui offeso. «Come società diciamo no a questo sciacallaggio – afferma con decisione il presidente Elio Pezzarossi – manifestato sotto forma di non cultura e di pura ignoranza. Nascondersi dietro all'anonimato è già di per sé discutibile, il fatto diventa inaccettabile quando si passa addirittura alle offese. E poi, come se non bastasse, gli attacchi sono anche personali o legati ad aspetti che nulla hanno a che fare con il calcio».
Dunque i deludenti risultati non bastano a giustificare l’episodio.
«Proprio così. Le difficoltà ci sono e non le abbiamo mai nascoste, di errori ne abbiamo purtroppo commessi e ci siamo sempre presi le nostre responsabilità. Ma qui si è andati oltre la contestazione. E' ingiusto attaccare ed offendere persone che facendo i volontari cercano di dare il loro fondamentale contributo, portando avanti con impegno questa società».
Avete qualche idea di chi possa avere scritto questo foglio anonimo?
«No, ma viene da pensare che siano persone comunque abbastanza vicine al Cadelbosco Calcio o comunque nei suoi immediati dintorni. Di sicuro non hanno mai fatto del volontariato, altrimenti capirebbero che certi valori vanno difesi oltre i negativi risultati. Non si offende così».
Andrete comunque avanti per la vostra strada?
«Se qualcuno ha delle idee oppure dei progetti che venga pure a proporli. Tutti sanno chi siamo e dove possono trovarci e soprattutto tutti sanno che siamo sempre stati aperti a raccogliere pareri ed impressioni. Qualcosa in cui migliorare c'è sempre però bisogna uscire allo scoperto e parlare in modo educato e corretto».
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