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Reggiana, un pari che cancella i sogni

di Wainer Magnani
Reggiana, un pari che cancella i sogni

I granata hanno dato il massimo ma non è bastato

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REGGIO EMILIA. La premessa è doverosa: la Reggio sportiva ha vinto la sua partita per presenza, passione, coreografia, partecipazione.

Sul campo la Reggiana non è andata oltre il pareggio contro la capolista Teramo e ora riuscire a rimontare otto punti, pur con la partita col Pisa da recuperare, è difficile. Ma nel calcio mai dire mai.

Un pareggio, va subito sottolineato, accettabile anche se la Reggiana ha giocato un secondo tempo encomiabile per generosità, intensità e voglia di vincere. Vacca e compagni hanno gettato tutte le energie che avevano nella contesa mettendo qualche brivido al portiere Tonti ma senza creare le situazioni per passare in vantaggio.

Il Teramo ha confermato di meritare il primo posto mostrando una maggiore fisicità sia in difesa sia a centrocampo e poi ha presentato due attaccanti come Lapadula e Donnarumma che sono stati un costante pericolo per Sabotic e compagni.

La Reggiana ha dato tutto e non può avere rimpianti se non quello di arrivare a queste partite in condizioni di emergenza. Non è un tentativo di trovare un alibi, tanto meno di piangersi addosso, perché Alessi e compagni sono usciti dallo stadio a testa alta, applauditissimi dai tifosi reggiani. E’ però vero che la Reggiana non si può permettere di “regalare” Ruopolo dopo quindici minuti, poi Parola a fine primo tempo, tenendo conto che il trainer Colombo, non solo ha dovuto modificare l’assetto di squadra ma ha perso da tempo Bruccini per infortunio e ieri sera Siega e De Giosa per squalifica. Infortuni e squalifiche che hanno interrotto la fluidità di manovra dei granata. Per contro il Teramo è da 22 partite imbattuto ma giocano sempre più o meno gli stessi tanto che hanno undici giocatori in diffida e nessun infortunio grave.

Un aspetto che appartiene, è vero, al capitolo dei rimpianti e delle scuse ma è anche una realtà che va tenuta presente. Così come resta il rammarico, con un Alessi in versione ragazzino, di non avere avuto a disposizione un calcio piazzato dal limite dell’area. Il capitano sarebbe andato a nozze.

Detto questo ieri la Reggiana ha dovuto fare i conti con un Teramo bravissimo nell’aggredire i granata a centrocampo dove in virtù del loro assetto di gioco (3-5-2) avevano sempre la superiorità nonostante un Vacca versione monumentale. La Reggiana non è mai riuscita a creare la superiorità numerica e in fase d’attacco, perso Ruopolo, Caidi e compagni hanno potuto giostrare al meglio. E là davanti Lapadula e Donnarumma fanno veramente paura, tanto che proprio nei minuti finali avrebbero potuto beffare Feola con un paio di conclusioni uscite di pochissimo.

Una partita, dunque, complicata per la Reggiana per le assenze, resa in salita per gli infortuni di Ruopolo e Parola e difficile da governare per le qualità dell’avversario. Un Teramo che sul piano fisico ha mostrato di avere qualcosa in più. La vera differenza l’ha fatta, lo rimarchiamo ancora una volta, il pubblico reggiano. La curva Sud era da brividi, così i Distinti. Uno spettacolo nello spettacolo e che meritava di essere vissuto e speriamo ripetuto contro il Pisa.

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