Gazzetta di Reggio

Sport

una raffica di espulsioni

Il Bibbiano San Polo si illude un tempo

In vantaggio con Tognoni, viene sconfitto da un gol-beffa nel finale

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Finisce in beffa la trasferta di Carignano per il Bibbiano-San Polo, anche se di danno non si può parlare. Nella sfida fra due formazioni ormai retrocesse e imbottite di giovani c’è infatti poco in palio: i locali, grazie a questi tre punti, scavalcano la formazione reggiana che rimane ultima, ma già nel prossimo turno dovrebbe arrivare per entrambe il verdetto della matematica. La sconfitta del Bibbiano però è immeritata, perché la formazione di Paganelli ieri ha dominato la prima frazione di gioco, in cui ha avuto il solo torto di non concretizzare quanto creato e di arrivare all'intervallo con una sola rete di vantaggio; anche nella ripresa, pur soffrendo, è riuscita a resistere fino a cinque minuti dal termine.

Le cose migliori nel primo tempo le fanno vedere Nardi e Tognoni, con il primo che semina il panico sulla fascia di competenza e il secondo che si incarica di concludere in direzione di Dessena. Proprio il portiere del Carignano è il terzo protagonista della frazione, perché nega a Tognoni per tre volte la gioia della rete; non può nulla però al 34’ sul tiro a incrociare del numero 8 degli ospiti, imbeccato dal solito scatenato Nardi.

La ripresa è un’altra gara. Al 3’' Mattioli atterra Orlandi, per l'arbitro è rigore ma Scalabrini ipnotizza Bottarelli.

La partita si scalda: Della Corte si fa cacciare dalla panchina per offese al guardalinee e quando Pin lo imita, ricevendo il rosso per insulti all'arbitro e lasciando così il Carignano in dieci, la vittoria del Bibbiano sembra in cassaforte. Non è così: viene infatti espulso anche Nardi, per doppia ammonizione, e ristabilità la parità numerica, nell'assedio finale, il Carignano trova le energie per ribaltare il risultato. Merito di Gratis, che prima trova il tocco del pari in mischia e poi, in pieno recupero, si inventa un tiro-cross fortunoso che si va a insaccare all'incrocio dei pali, alle spalle dell'incolpevole Scalabrini.

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